“Terra maris”, un nuovo progetto per la mobilità sostenibile

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Un investimento di 540mila euro di cui solo il 40% sarebbe finanziato dal Comune, un progetto da candidare ai finanziamenti del “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa – scuola e casa-lavoro”
Si chiama “Terra maris” e punta alla mobilità sostenibile. È il nuovo progetto che l’amministrazione spera di poter avviare insieme ai Comuni di Molfetta, Ruvo, Terlizzi e Corato. A parlarne in consiglio comunale, perchè si approvasse lo schema di convenzione da sottoscrivere con gli altri Comuni, è stato l’assessore ai lavori pubblici Luigi Musci.
Il progetto da candidare ai finanziamenti del “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro” prevede come requisito essenziale, un ambito territoriale superiore a 100mila abitanti. Da qui la necessità costituire un partenariato con Molfetta (ente capofila), Ruvo e Terlizzi.
L’idea progettuale illustrata da Musci comprende un “park and drive” in cui i lavoratori possano lasciare i proprio veicoli e arrivare con i mezzi nei loro uffici, il servizio “bike sharing”, l’installazione di centraline in grado di valutare la qualità dell’aria, la realizzazione di un’applicazione che possa comunicare in tempo reale la posizione dei bus navetta e i posti disponibili al “park and drive”.
L’importo complessivo del progetto per Corato è pari a 540mila euro, di cui solo il 40% sarebbe finanziato dal Comune, per il resto si punta ad assicurarsi il contributo del Ministero.
Fondamento del progetto è il miglioramento della mobilità in entrata nel territorio comunale e nei pressi degli istituti scolastici. L’obiettivo, in quest’ultimo senso, è limitare il traffico veicolare vicino agli ingressi delle scuole nelle fasce di ingresso e uscita degli alunni.
Il partenariato tra i Comuni punterà a tre obiettivi: ampliare l’offerta e l’accesso ai servizi di mobilità leggera e al trasporto pubblico collettivo e intermodale, specie negli spostamenti sistematici casa-scuola e casa-lavoro; formare e sensibilizzare i cittadini in merito ai vantaggi ambientali e per la salute pubblica derivanti da forme di mobilità sostenibile; avviare iniziative volte alla riduzione del traffico, delle emissioni e del suolo occupato dai veicoli.
Lo schema di convenzione è stato approvato con 14 voti, solo due i consiglieri contrari (Bovino e Marcone), cinque gli astenuti (Di Tria, Loizzo, Mazzone, Roselli e Ventura).
La discussione in sala consiliare
nDel punto si è discusso dopo circa un’ora e un quarto dall’inizio della seduta come si vede nel video. Il consigliere Renato Bucci ha definito «l’iniziativa lodevole e meritoria». Un giudizio condiviso anche dal collega Tommaso Loiodice che però ha lamentato «il ritardo con il quale sono state convocate le tre commissioni competenti» ossia ambiente, sicurezza e affari istituzionali.
«Le linee guida di questo progetto – ha detto – sono pervenute in luglio e quelle definitive in novembre, per cui si aveva il tempo per approfondire e valutare. Io non ho ancora capito quale è il vantaggio di questa candidatura al Programma, non riesco a vederne la progettualità: rischiamo la stessa fine delle piste ciclabili. Ancora una volta sembra che l’amministrazione navighi a vista». Il collega di partito, Vito Bovino ha evidenziato che «questi progetti sono degni di apprezzamento e accoglimento ma forse vanno maggiormente condivisi con la cittadinanza perché possano riscuotere maggiore successo».
Dopo aver ammesso di non aver partecipato alle commissioni, il consigliere Loizzo ha commentato: «la nostra Città, così come è costituita urbanisticamente, è più idonea alla pedonalizzazione che alle piste ciclabili visto il fallimento della precedente sperimentazione».
«Un tema su cui si basa il futuro dei nostri figli» secondo il consigliere Pasquale Pomodoro per cui è necessario «cogliere questa opportunità, nonostante dubbi o perplessità. Il cofinanziamento è indispensabile per avviare la realizzazione delle opere, nella fase successiva della progettazione ciascuno potrà dare il proprio contributo».
Nonostante «le perplessità di natura pratica» il consigliere Sergio Tedeschi ha definito «necessario accettare la possibilità di partecipazione al bando perché potrebbe garantire qualcosa di positivo per l’urbanizzazione della città». Non risparmia però una sottolineatura: «non è bello vedere le piste ciclabili utilizzate come zona di sosta. So che l’organico dei vigili urbani non può riuscire a sopperire a tutto per questo, ancora una volta, chiediamo la collaborazione ai cittadini».
«Sicuramente tra qualche anno sarà necessario ridurre il transito veicolare per decongestionare il traffico in alcune zone» ha aggiunto il consigliere Franco Caputo.
Commenti
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L’ennesimo tentativo che non fa i conti con la nostra patologica “dipendenza da automobile”. Ma poi, con termini come “parternariato” (gemellaggio), “park and drive”, “bike sharing”, perchè intitolare il progetto con parole latine? Chiamatelo “earth of sea”, e lasciate la lingua dei nostri avi a chi ha fatto, come me, otto anni di latino (scuola media e liceo, 1958/1966), mentre voi crogiolatevi con la giuliva, compiaciuta, ininterrotta distruzione del nostro idioma, adducendo, come patetica scusa, che “ormai si usa così”. Ed io sono fierissimo di essere un “purista retrogrado”, ma che usava sempre la lingua inglese giornalmente per lavoro. E ricordiamoci che chi non rispetta l’idioma tradizionale (e noi siamo gli unici al mondo a volerlo distruggere), non rispetta la propria patria. Ma il Metternich aveva pienamente ragione nel definire l’Italia una semplice “espressione geografica”.







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