La Città metropolitana approva un regolamento per la caccia dei cinghiali

La Redazione
Branco di cinghiali nelle campagne dell'Oasi

Una necessità scaturita dai notevoli danni causati, nell’ultimo anno, dai cinghiali al patrimonio agrosilvopastorale dell’area metropolitana

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Il consiglio metropolitano ha approvato all’unanimità il regolamento per la programmazione e pianificazione del prelievo venatorio e del controllo dei cinghiali. L’approvazione è avvenuta dopo la relazione del consigliere delegato alla promozione e coordinamento dello sviluppo economico, Antonio Stragapede.

Per la prima volta la caccia ed il controllo dei cinghiali viene disciplinato dalla Città metropolitana. Una necessità scaturita dai notevoli danni causati, nell’ultimo anno, dai cinghiali al patrimonio agrosilvopastorale dell’area metropolitana.

«Il regolamento approvato – afferma Antonio Stragapede – è stato ampiamente condiviso con tutte le associazioni ambientaliste, venatorie e del mondo agricolo. Tra le finalità di questo strumento è prevista la formazione dei soggetti abilitati alla caccia dei cinghiali e, quindi, una maggiore razionalizzazione del prelievo venatorio di queste popolazioni selvatiche.

Mira anche alla promozione di strategie di prevenzione dei danni, nonché alla responsabilizzazione delle squadre di braccata, gruppi di girata e cacciatori, oltre che misurazioni biometriche e l’accertamento dello stato sanitario dei capi abbattuti».

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Commenti

  • giuseppe scaringella (utente non verificato)

    Nella mia qualità di Presidente generale dell’Associazione COMUNITA’ dei BRACCIANTI, corrente per sede legale e sociale in Corato-Via cairoli 50, plaudo all’iniziativa del Consiglio metropolitano di Bari per l’approvazione del regolamento per la programmazione e pianificazione del prelievo venatorio e del controllo dei cinghiali, che il workshop dei Consigli direttivi, celebrato il 27 novembre u.s, nella Città di Terlizzi, unanimemente individuò i causa di gravi pericoli per i cittadini e di consistenti danni per l’economia agricola della proprietà rurale.Il Regolamento,però, a nostro modo di vedere, in presenza di circa 4.000 capi di ungulati, è un primo passo cui è necessario ed indifferibile farne seguire altri, allo scopo di prevenire scoraggiamenti e,peggio, disaffezioni negli operatori agricoli. Mi permetto suggerire al Consigliere delegato di coordinarsi anche con la BAT.