Ecco il presepe artistico: «14 chilometri e 256 metri di Luce». Le foto

© CoratoLive.it
«L’installazione restituisce ciò che gli studenti del liceo artistico hanno vissuto: un cortocircuito esperienziale straordinario, il passaggio dalla materialità più concreta alla sua trasformazione eterea totale»
La luce torna ad essere protagonista del presepe del Palazzo di città. Anche quest’anno a realizzarlo sono stati i ragazzi e i docenti del liceo artistico “Federico II Stupor Mundi” di Corato.
«La nostra scuola – scrivono – ha messo a disposizione la sua “fucina” per riflettere con la cultura dell’arte visiva – Ideare, Progettare, Fare, Comunicare – su una festività che scandisce il tempo del mondo intero, o quasi».
Studenti e professori hanno «progettato, sperimentato e realizzato un’installazione site specific, nel luogo storico del governo cittadino, nel cuore della Città: l’antico chiostro conventuale dedicato a San Cataldo e abitato dai francescani fin dal XVI secolo. In uno spazio così denso di storia, e cruciale per la vita contemporanea, è stato spontaneo far interagire tradizione e innovazione.
È nata così l’idea della Sacra Famiglia, posta in un “Eden” di bianca purezza, glorificata da figure angeliche che abitano gli archi a sesto acuto, di ascendenza gotica, attributi preziosi dell’intero giardino di pietra, che apre in modo naturale l’interno degli spazi decisionali della vita cittadina all’azzurro del cielo.
L’intera ideazione è stata mossa dall’intento d’intervenire nello spazio della storia delicatamente, in punta di piedi, con un dire semplice, senza banalità, usando la forza della luce, che si fa forma e parola, con il suo valore simbolico di rinnovamento, la sua forza plastica che suggerisce visioni sempre nuove e diverse».
«L’installazione – proseguono dalla scuola – restituisce ciò che gli studenti hanno vissuto: un cortocircuito esperienziale straordinario, il passaggio dalla materialità più concreta alla sua trasformazione eterea totale.
Sono partiti con la realizzazione delle sculture utilizzando reciprocamente il proprio corpo, le quali, data la natura del materiale usato, a conclusione del lavoro sono risultate smaterializzate. La realizzazione delle figure ha seguito proprio il percorso della conoscenza: dalle esperienze sensoriali alla loro interpretazione intellettuale, verso la comprensione totalizzante della realtà che si pone tra materia e spirito: opacità illuminata.
Così è nata l’installazione che, ispirata alle qualità di calviniana memoria, leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità, un po’ per gioco, è stata intitolata “Quattordici kilometri e duecentocinquantasei metri di Luce”».
Commenti
-
Quest’anno avete creato una stupenda Sacra Famiglia!!! Ragazzi e docenti siete stati superlativi!!! Grazie per aver dato al nostro paese un messaggio di LUCE!!







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti