Simona Muggeo, una coratina nella Grande orchestra italiana. Le foto

Ingrid Vernice
Simona Muggeo

A soli 26 anni, dedica la sua vita alla musica. Una lotta continua con la timidezza da vincere

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Un’altra giovane cantante della nostra città. È Simona Muggeo, classe 1990. I suoi genitori, a soli sette anni, decidono di iscriverla allo Zecchino d’Oro, accorgendosi del suo amore per il canto.

Da lì in poi, Simona ha partecipato a molti altri concorsi canori, tra cui “Una voce per il Salento” nel 2008, dove si è classificata seconda, “Una voce per Sanremo”, in cui è arrivata tra i semifinalisti e ha partecipato anche al concorso “La Nota d’Oro”.

La svolta per la sua carriera arriva nel 2012, quando il maestro Simone Mezzapesa le propone un provino per entrare a far parte della sua Grande Orchestra Italiana.

«Questo avvenimento mi ha fatto capire che i miei sacrifici erano finalmente serviti a qualcosa» ci dice Simona. «È stato in quel momento che ho realizzato di esserci riuscita, di aver fatto della mia grande passione, un vero e proprio lavoro».

Ha studiato canto con il maestro Luigi Palumbo dal 2002 al 2006, prima di cominciare la sua avventura lavorativa con la Grande Orchestra Italiana, attività che le ha permesso di girare l’Italia e non solo. Nel 2010 ha pubblicato l’album “Diva” con il nome NorahSimon.

L’ultimo evento a cui Simona ha preso parte, si è tenuto il 29 novembre a Torino, all’interno del Palaruffini: ha avuto modo di accompagnare i grandi della musica italiana degli anni ’60 tra cui: Don Backy, Mal, i Collage, Dino e i New Trolls.

Una lotta continua con la timidezza da vincere. Ci sono momenti in cui pensi di non farcela a sopportare la pressione?

«Sì, quei momenti sono inevitabili. Ho paura di non riuscire a dare il massimo sul palco, o, ancora peggio, di non riuscire a trasmettere nulla al pubblico. Per un’interprete non riuscire ad instaurare una connessione con chi ti ascolta, è la delusione più grande».

C’è una canzone che ti dà coraggio o ti piace particolarmente?

«Nell’ultimo periodo ascolto molto “Talking to the Moon” di Bruno Mars. Adoro le sue sonorità pop e, allo stesso tempo, estremamente dolci, mi dà subito la carica necessaria».

Quali esperienze hai in programma con la Grande Orchestra Italiana?

«Oltre a fare serate in piazza, nel periodo natalizio ci esibiamo nelle chiese e nei teatri di tutta Italia. Inoltre da diversi anni, l’orchestra accompagna i ballerini nelle gare nazionali ed internazionali di ballo.

Quest’anno per esempio faremo tappa prima a Grottaferrata (Roma) il 5 e 6 febbraio e poi il 25 e 26 marzo ad Atene, per suonare al Festival Danza organizzato da Caterina Arzenton, a cui partecipano anche Carolyn Smith (presidente di giuria a Ballando con le Stelle), Nancy Berti e tanti altri importanti protagonisti del mondo della danza».

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