Ripartire dalla terra per un futuro migliore. Il messaggio del Festival della ruralità

Alessandra Visicchio
Festival della ruralità

Sebbene molte delle poltrone rosse del comunale siano rimaste vuote, tanti sono stati gli spunti di riflessione sul tema delle produzioni d’eccellenza e sul turismo di qualità come motori di crescita per il territorio

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Il primo appuntamento coratino del Festival della ruralità ha portato a teatro il patrimonio della nostra terra. Sebbene molte delle poltrone rosse del comunale siano rimaste vuote, giovedì scorso tanti sono stati gli spunti di riflessione sul tema delle produzioni d’eccellenza e sul turismo di qualità come motori di crescita per il territorio.

«La Puglia è un territorio dal grande potenziale di ricchezza economica. Si può crescere ma occorre non accontentarsi e migliorarsi, rimboccandosi le maniche e credendoci fermamente». Questa la consapevolezza primaria che muove le viscere del Festival: agricoltura biologica, sicurezza agroalimentare del Made in Italy, cicloturismo e turismo sostenibile sono le tematiche che animano il Festival.

Guidate da Antonio Stornaiolo, si sono alternate le voci di chi , quotidianamente , riveste ruoli di responsabilità in ognuno di questi settori.

«Vorrei più attenzione per ambiente, agricoltura ed enogastronomia , ha detto il sindaco Massimo Mazzilli -. Grazie alla cura di questi settori valorizzeremmo le bellezze che possediamo. È una lotta dura da portare avanti, ma possibile».

«Il biologico è un bene, oltre che agricolo, di tutti quanti. E noi ne siamo il centro , ha aggiunto il presidente Alce Nero Lucio Cavazzoli -. L’Italia ha bisogno di parlare di qualità, cosa che certamente in questo territorio non manca».

Agricoltura buona, pulita e giusta. Sono queste le parole chiave scelte da Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente: «il nostro è un territorio che può mettere insieme tutte queste caratteristiche, sostenendo i coltivatori che oggi sono imprenditori di turismo e di idee rinnovabili.

Un turismo, quello attuabile, da cui riparte l’economia. Il Paese deve crederci di più, il parco Alta Murgia deve provare ad essere motore di cambiamento».

Anche il settore turistico secondo Ciafani va gestito in «maniera pragmatica, non ideologica, evitando che la Puglia venga stravolta da una mera ondata negativa e infruttuosa. Serve vivere il territorio nel rispetto dei diritti dei lavoratori, dei produttori e dei consumatori. Imprescindibile il contrasto al caporalato, un’ingiustizia del mondo agricolo».

Secondo Loredana Capone, assessore al turismo della Regione Puglia, si registra «un trend assolutamente anomalo, si va alla ricerca di un tipo di turismo che vuole raccogliere con mano i prodotti che mangerà. Si desidera vivere la ruralità a pieno. La masseria didattica è una prima soluzione.

Iniziare ad organizzare in loco un turismo studentesco porterebbe maggiore crescita al territorio ma anche alle nuove generazioni. Non vanno tralasciati gli effetti positivi sul turismo non balneare: si pensi agli aspetti culturale e rurale della Puglia: al turista oggi piace instaurare con la terra un legame, portare via un prodotto o un ricordo che possa essere “il racconto” di una esperienza concreta».

«La terra non ci lascia a mani vuote» ha concluso il sindaco Mazzilli – . Un monito che rimanda alla grande necessità di far camminare insieme cultura, impegno concreto e capacità di comunicare la bellezza.

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