Si torna in classe, il sindaco: «Il pensiero va agli studenti che purtroppo non ci sono più»

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«Quello di quest’anno è un avvio caratterizzato dal ricordo della tragedia ferroviaria e del terremoto del Centro Italia» scrive il sindaco Mazzilli
Come sempre il sindaco rivolge un pensiero a tutta la popolazione scolastica alle prese con il nuovo anno.
«Il nuovo anno scolastico è alle porte e porta con sé entusiasmi, speranze, attese e ansie negli studenti, soprattutto per i più piccoli che per la prima volta si siederanno fra i banchi di scuola.
Come sempre – scrive il sindaco Mazzilli – si rinnova il primato educativo e formativo della scuola che, con la famiglia, costituisce la prima cellula in cui si sviluppa la personalità delle giovani generazioni, che, al di là dell’apprendimento nozionistico, devono poter essere educate ai valori dell’impegno e della solidarietà, nel segno della maturazione di una profonda coscienza critica.
L’amministrazione comunale, per quanto di competenza, assicura il proprio impegno per rendere più agevole l’avvio dell’anno scolastico, rimuovendo le carenze, assicurando i servizi, garantendo il sereno svolgimento dell’attività di studenti e docenti, preoccupandosi di sollecitare le istituzioni competenti affinché assicurino maggiori risorse ed interventi in favore degli istituti scolastici cittadini.
L’avvio di quest’anno scolastico non può non essere caratterizzato dal ricordo della tragedia ferroviaria e del terremoto del Centro Italia, in cui persero la vita anche alcuni studenti ai quali rivolgiamo un commosso pensiero.
Auguri, dunque, a tutti gli studenti, ai dirigenti scolastici, al personale docente e non docente di tutte le scuole di ogni ordine e grado, perché insieme alle famiglie contribuiscano a realizzare la meravigliosa esperienza umana della Scuola, quale palestra di formazione dell’uomo di domani».
Commenti
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Ancora una volta devo intervenire sull’argomento: i genitori (nella maggioranza dei casi) non sono più in grado di educare, essendo diventati complici rassegnati e non formatori dei figli. La scuola riesce a svolgere il suo compito educativo, solo durante gli anni delle elementari: poi l’alunno, se non ha radici solide, è facilissimo che non segua più ciò che gli viene inculcato. A questo punto devono intervenire degli educatori esterni (ci deve pensare il Comune), che si devono interessare esclusivamente della formazione a cittadino, del ragazzo. Altrimenti, hai voglia di vedere immondizia abbandonata, auto bruciate, chiassi notturni, radio ad altissimo volume, persone inebetite davanti alla televisione o ai telefonini, non rispetto verso i pedoni, gomme masticate in momenti inopportuni e spiaccicate poi sui marciapiedi, bici senza fari, tacchi in casa, eccetera, eccetera…







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