Donpasta in teatro con i Dialoghi di Trani, un “viaggio nella cucina popolare italiana”

La Redazione
Donpasta

Alle 20 andranno in scena Daniele De Michele “Donpasta”, regista e voce narrante, Nelide Bandello (batteria), Giulio Corini (contrabbasso) e Giorgio Pacorig (piano)

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Sulla facciata principale del teatro comunale sventola già lo striscione della 15esima edizione. Anche quest’anno la manifestazione “I Dialoghi di Trani”, in programma dal 20 al 25 settembre, fa tappa a Corato.

Martedì 20 alle 20 andrà infatti in scena “Artusi remix. Viaggio nella cucina popolare italiana”.

A firmare lo spettacolo di cucina e musica è Daniele De Michele “Donpasta”, anche regista e voce narrante. Sul palco Nelide Bandello (batteria), Giulio Corini (contrabbasso) e Giorgio Pacorig (piano).

Artusi Remix è «un progetto multimediale in cui cucina, musica, racconto popolare e immagini, si mescolano per uno spettacolo a 360° tra il teatro contemporaneo, le favole di un vecchio cantastorie e le disavventure di un cuoco maldestro».

“Condividere”, il tema della 15esima edizione dei “Dialoghi”
n«Abbiamo, nel corso del tempo, risposto in modi molto diversi ai bisogni, alle necessità, alle istanze di aiuto, ai destini degli altri esseri umani. Ci uniscono, a volte, i sentimenti di pietà o di simpatia, sentimenti capaci di smuovere molte risorse personali, ma anche di accomodarsi facilmente in vite rinchiuse in una profonda distanza dall’umanità.

Ci dividono le situazioni di crisi strutturali, iniquità e disconoscimento dei diritti, riconoscibili solo in un contesto di giustizia sociale inclusiva e vivibile alla luce della considerazione della dignità di ognuno.

Il linguaggio della comunanza può essere uno strumento potente ed attuabile per riequilibrare e riprogettare il nostro tempo vissuto nell’ottica tutta umana della condivisione che si origina dall’assoluto sentimento di appartenenza con i nostri simili.

In quale misura e prospettiva poniamo la questione legata all’equilibrio tra istanze individuali e risposte condivise? Le attuali crisi di sistema: economiche, occupazionali, sociali, ambientali rischiano di innescare un’escalation egoistica? Come allargare il nostro spazio privato favorendo l’apertura come disponibilità a condividere?».

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