Nuovo laboratorio tecnologico al “Tannoia”: «Una scelta di campo»

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Una inaugurazione che ha rappresentato anche il passaggio di consegne tra il preside Giovanni De Nicolo e Nunzia Tarantini che lo sostituisce dal primo settembre
L’Itset “Tannoia” ha un nuovo laboratorio tecnologico pensato per l’indirizzo Cat, Costruzioni ambiente e territorio. Ad occuparsene è la docente Lucia Leuci, coordinatrice della prima classe del triennio Cat.
Il laboratorio è stato inaugurato nei giorni scorsi dal preside Giovanni De Nicolo che così ha potuto concludere la sua carriera di dirigente lasciando al “Tannoia” questa importante eredità, una risorsa per gli studenti.
«L’allestimento di un nuovo laboratorio – scrivono dalla scuola – non è mai una semplice questione logistica. È una vera scelta di campo per investimenti e impiego di risorse materiali e umane, vede coinvolto tutto l’assetto gestionale dell’Istituto».
Il taglio del nastro inaugurale è avvenuto simbolicamente alla presenza di Caterina Montaruli: quattro anni prima, in qualità di dirigente del “Tannoia”, richiese l’ampliamento dell’offerta formativa dell’Istituto con l’introduzione del nuovo indirizzo di studi. Grazie a questa idea lungimirante il “Tannoia” ora è diventato un Istituto tecnico statale economico e tecnologico.
Al fianco di De Nicolo e della Montaruli anche Nunzia Tarantini, dirigente dell’Itset a partire dal primo settembre scorso.
Una inaugurazione che ha rappresentato anche il passaggio di consegne di un istituto che si fa apprezzare per l’innovazione e la crescita continua oltre che per una consolidata esperienza in ambito tecnologico e di offerta formativa.
Alla cerimonia sono intervenuti anche i rappresentanti del Collegio dei geometri di Bari, ingegneri e architetti attualmente impegnati con il “Tannoia” per “All’Opera” il progetto di alternanza scuola lavoro rivolto alle terze classi dell’indirizzo Cat.
Ad aver curato la fornitura delle apparecchiature del laboratorio è stato il geometra Enzo Laterza: a lui spetterà anche la formazione specifica del progetto.
«Ci auguriamo che questa neonata creatura tecnologica possa far accrescere le competenze e la professionalità di nuove generazioni chiamate a costruire un futuro solido e duraturo nel tempo» concludono dal Tannoia.
Commenti
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La pastasciutta da secoli si fa allo stesso modo, ed è buona così. La povera scuola, dopo il ’68, è diventata teatro di sperimentazioni, modifiche, riforme continue che non hanno approdato a nulla di utile: ne sa molo di più, a livello di cultura generale, uno studente con la quinta elementare degli anni ’50 di un laureato odierno. Ed era più facile trovare lavoro con diplomi di basso livello che non adesso, con alcune lauree del tutto inutili. Si è passati dal limite dei 14 anni, nella scuola, cosiddetta dell’obbligo, ai 16 anni. Quando Berlusconi tentò di trasformare l’ultimo anno di scuola, in apprendistato lavorativo, ebbe contro P.D, Italia dei Valori e alcuni sindacati. Stessa sorte ha subito la medesima iniziativa della Germini. Fa piacere questo nuovo corso del “Tannoia”: ma l’educazione, le buone maniere, il rispetto, il tratto, a questi ragazzi, chi li insegna, per “programma”?
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Io credo che il compito del rispetto, dell’educazione, delle bune maniere siano compiti delle famiglie; la scuola ha compiti di formazione scolastica, e deve necessariamente adeguarsi alle nuove tecnologie e alla realtà in forte cambiamento. Certo, a scuola si studia l’educazione civica, chiamata anche in altri modi, ma spetta alle famiglie e alla società tutta il compito di educare!
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La concezione di “famiglia” ventilata da Rosanna allude a quella, classica, di un secolo fa. Ora la maggioranza dei genitori non è in grado, proprio perchè sono intervenuti nuovi presupposti (la mancanza di dialogo e di conoscenza approfondita reciproca, e di ciò la maggior colpa ce l’ha la televisione a pranzo e a cena, la “delicatezza” delle personalità dei ragazzi, il malinteso senso della troppa libertà, le “distrazioni” sociali e tecnologiche, la nucleizzazione dell’individuo, il rifiuto dei valori del passato, la riluttanza nell’ ascoltare chi ha più esperienza, considerando inadeguati i suoi consigli, la rassegnazione negli anziani della famiglia a non ostacolare tali tendenze ed anzi il passivo loro adeguamento ad esse) di fare ciò che sarebbe stato loro dovere fare. Ecco che allora devono essre le istituzioni a surrogarli, anteponendo l’educazione ad ogni altra materia.
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Tutto giusto, sig. di gennaro, ma se la famiglia dimentica il suo ruolo fondamentale e si lascia trascinare dal presente, arrendendosi alle difficoltà, se non torna a “un secolo fa”(anche se io ho 40 anni e ho ricevuto questi valori, che trasmetto ai miei figli), è davvero la fine….la famiglia è la cellula della società (vedi Costituzione) e deve essere in grado di resistere agli errori del presente, come mancanza di dialogo, presenza di tv a tavola…basta spegnere la tv e ricominciare a sperare, a parlare, a confrontarsi, anche a discutere, se necessario: le istituzioni non possono sostituirsi a tutto ciò!







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