Tragedia in Marocco, una sottoscrizione per aiutare Massimiliano Lauciello

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Alla tragedia del barbaro assassinio di suo figlio Alessandro, si aggiunge la grande difficoltà di curarsi e di dover mandare avanti il circo. È possibile effettuare una donazione utilizzando l’iban IT39C0306741470000000000083
Ora a Massimiliano Lauciello serve più che mai l’aiuto della sua città. Alla tragedia del barbaro assassinio di suo figlio Alessandro – ucciso all’alba di mercoledì a Kenitra, in Marocco, dove aveva fatto tappa il circo di famiglia – si aggiunge infatti la grande difficoltà di curarsi e di dover mandare avanti la propria attività.
«Tutte le spese mediche sono a pagamento e siamo ancora all’inizio» ci dice la signora Anna, mamma di Massimiliano. «Abbiamo pagato 5mila euro il giorno del ricovero e altri 6mila per i due interventi che ha dovuto subire al polmone. A tutto questo si aggiunge che il circo è fermo, non produce reddito ma va mantenuto ugualmente. Servono cento euro al giorno solo per far mangiare gli animali, oltre alle spese di acqua, luce e quant’altro serve per protare avanti un’azienda del genere, poichè per il momento mio figlio non potrà lavorare.
Così, per assicurare un sostegno concreto alla famiglia Lauciello, è stata aperta una sottoscrizione con la causale “Un aiuto per le cure e il circo di Massimiliano Lauciello”. È possibile effettuare una donazione sul conto intestato a Lauciello Domenico (il papà di Massimiliano) utilizzando l’iban IT39C0306741470000000000083 della Banca Carime.
Domani la signora Anna partirà per il Marocco. «Mi spetta l’ingrato compito di dire a Massimiliano che suo figlio Alessandro non c’è più. Non so dove troverò la forza per farlo, spero che Dio mi aiuti. I medici hanno detto che devo farlo io. Accanto a me ci saranno anche sua moglie Samira, al quinto mese di gravidanza, e gli altri due figli di uno e dodici anni.
Intanto la salma di Alessandro è ancora in Marocco. Dovrebbe essere trasportata a breve a Capurso, dove vive parte della sua famiglia.
Commenti
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Che strana situazione. …in Marocco un onesto lavoratore italiano così brutalmente e volontariamente aggredito….deve pagarsi le cure….per avere la vita salva…….noi poi in Italia. .manteniamo economicamente decine e decine di cittadini marocchini …per far si che possano bighellonare…..ubriachi e drogati a tutte le ore del giorno e senza nessuna voglia di lavorare. ..
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Conoscevo la signora Anna della quale ricordo un infinita dolcezza.mi dispiace tanto per l accaduto.non e’proprio giusto…
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Condivido in pieno il pensiero di M.G. Che paese “strano” l’Italia…..Angela Mazzilli-Corato .







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