E voi ci state? Il “sì” degli ottanta coratini alla Gmg di Cracovia. Le foto

La Redazione
E voi ci state? Il “sì” degli ottanta coratini alla Gmg di Cracovia

In viaggio i giovani dell’Incoronata, della Sacra Famiglia, di santa Maria Greca, San Domenico, San Francesco, San Gerardo e un gruppo di neocatecumenali

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Ci sono tanti modi per vivere la giornata mondiale della gioventù. Il primo, senza dubbio, è quello di mettersi in viaggio e sentirsi «in diretta dal mondo» come ha scritto un giovane sacerdote coratino. Il secondo è restare a casa e cercare di seguire a distanza tutto ciò che accade, con un briciolo di sana invidia.

Nei giorni scorsi i racconti dell’esperienza si sono moltiplicati a dismisura e tra questi, ci sono anche quelli di circa 80 giovani partiti da Corato.

Ieri si sono concluse le attività a Cracovia e i ragazzi sono in viaggio. Abbiamo raggiunto telefonicamente don Francesco Del Conte che da poco (alle 8 di questa mattina) ha varcato il confine italiano. Nonostante la stancezza, la sua voce brilla dell’esperienza appena vissuta: «abbiamo toccato con mano il concetto di Chiesa universale, viva, giovane. Cracovia sembrava piccolissima, era invasa di giovani in festa, un segno di grande speranza nella Storia che stiamo vivendo.

Il Papa ha puntato tutto sul nostro essere giovani intraprendenti e non “da solotto”, sulla nostra voglia di vivere e stare uniti intorno a Cristo che dà senso alla vita. Ha fatto di tutto per tirarci fuori dall’immobilismo, dalla paura.

Nonostante gli oltre cento chilometri fatti a piedi in questa settimana, mettendo da parte la stanchezza fisica e riconoscendo ai ragazzi una grande capacità di adattamento, possiamo dire che il cammino inizia adesso. E noi ci siamo, vogliamo esserci».

«Questa per me è stata la quarta Gmg – racconta don Peppino Lobascio, vicario zonale a Corato – ho vissuto le precedenti di Parigi, Roma e Madrid.

Forse Cracovia era meno pronta ad accogliere un numero così elevato di persone e a livello logistico diverse cose potevano essere pensate meglio. Non tutti parlavano inglese e non c’erano tanti volontari: questo a volte ci ha disorientati.

Resto convinto del fatto che questa sia un’esperienza che fa bene ai ragazzi, li mette in comunicazione vera con se stessi e con gli altri.

La Chiesa ha iniziato a puntare in alto e ad ascoltare il messaggio del Papa non c’erano solo i ragazzi. Con grande piacere ho visto molti giovani adulti, magari con figli al seguito, persone che hanno vissuto come me la gmg di Roma nel 2000. Questa presenza laica è un segno da non sottovalutare.

L’omelia di ieri del Papa è stata davvero interessante, ha presentato Zaccheo analizzando tre punti: la bassa statura, la vergogna che paralizza e la folla mormorante. L’approdo è stato il silenzio, il ringraziamento a Dio che si è fatto incontrare, da Zaccheo come da tutti i giovani arrivati a Cracovia».

Nell’attesa del rientro in Italia di tutti i coratini, Eliana della pastorale giovanile cittadina ha scritto alla nostra redazione per raccontare l’esperienza “vissuta a distanza”.

«Troppo spesso si sentono notizie tristi in tv che riguardano la vita di molto giovani. Questa volta non è così. Da circa due settimane i tg, la radio e molte delle persone che incontriamo parlano di un grande evento mondiale che riguarda giovani provenienti da tutto il mondo che si incontreranno a Cracovia. Questo evento si chiama Gmg (giornata mondiale della gioventù).

La preparazione a questo evento però, è cominciata molto tempo fa. Molti sono stati gli appuntamenti per i giovani sia a livello parrocchiale e cittadino che diocesano e regionale per preparare consapevolmente i ragazzi che avevano nel cuore il desiderio di partecipare a questo evento.

Oltre ad una preparazione formativa nelle parrocchie sono state proposte diverse iniziative per “potersi guadagnare” con il proprio impegno parte della quota utile alla partecipazione. E così, tra circa due milioni di ragazzi provenienti da tutto il mondo, ce ne sono più di 80 che sono arrivati da Corato. 

Giovani dell’Incoronata, della Sacra Famiglia, di santa Maria Greca, San Domenico, San Francesco, San Gerardo e un gruppo di ragazzi che ha deciso di partecipare alla gmg con il proprio gruppo carismatico, i neocatecumenali.

Per molti il viaggio è cominciato il 19 luglio. Dopo moltissime ore di viaggio in autobus (circa 27) sono arrivati nella diocesi di Bielskow gemellata con la nostra diocesi. I ragazzi sono stati accolti e ospitati dalle famiglie del luogo che con molta cura e amore si sono presi cura di loro.

I ragazzi hanno potuto visitare il campo di concentramento e il campo di sterminio. Da subito i commenti sono stati molto profondi. Ci si è resi conto che la realtà è ben diversa da ciò che si studia nei libri di scuola e camminare per quelle vie, vedere quelle mura, respirare quella profonda tristezza di quei luoghi è completamente diverso. È nato il desiderio di voler essere giovani anche per chi non ha potuto esserlo.

Il giorno seguente hanno ripercorso i luoghi di Giovanni Paolo II e i luoghi della gmg che ben 25 anni fa si è svolta lì. Hanno provato tanta meraviglia quando si sono resi conto che molti dei luoghi che testimoniavano quelle giornate sono stati lasciati lì, intatti.

Mentre camminavano per quelle strade adorate dalle bandiere di tutto il mondo si sono sentiti i destinatari di un messaggio, di un compito: testimoniare ciò in cui credono. È stato da subito chiaro che quei giorni avrebbero lasciato per sempre un segno nelle loro vite e in quelle dei giovani di domani.  Le feste in parrocchia, il sentirsi amati. Poi, purtroppo, il momento dei saluti da quelle famiglie che in una sola settimana hanno saputo creare dei legami impensabili aldilà del tempo e della lingua.

Riprese le valigie, si parte in direzione Cracovia. Nel frattempo c’è un piccolo gruppetto di ragazzi che partono da Corato per raggiunge i propri compagni e vivere la settimana della gmg. Sistemazione in nuove famiglie e poi subito pronti a visitare la città a pregare tutti insieme con la messa.  Ascoltare le catechesi. Guardandosi intorno ci si rende conto che una gran fetta di mondo è li. Crede in quello che credi tu e vive ciò che vivi. E non contano le parole, i gesti dell’amore parlano in linguaggio universale.  Anche la giornalista di TV 2000 parla dei ragazzi della nostra diocesi come dei ragazzi senza confini. Capaci di creare relazioni con ragazzi di tutto il mondo.

Ed è subito festa. Casa Italia diventa non solo un punto di riferimento ma una vera e propria casa per i 90mila ragazzi italiani presenti.

Durante la festa degli italiani che si è svolta mercoledì sera il Papa ha ascoltato alcune domande dai nostri giovani. Alla nostra Anna viene permesso di chiedere come fare per superare le paure che spesso si presentano nella quotidianità di noi giovani dopo eventi tragici come quello che ha colpito la nostra città il 12 luglio. Tra i giovani a Cracovia c’è anche un ragazzo che quel giorno era sul treno sbagliato.

Papa Francesco ha invitato tutti non lasciarsi vincere dalla paura, un messaggio per tutti quei giovani ma anche per ciascuno di noi. Poi la festa, la preghiera, la via crucis, le testimonianze, la strada, la stanchezza, la gioia della condivisione, la felicità.

Questo è quello che anche noi della pastorale giovanile che siamo rimasti in città vogliamo condividere con tutti i giovani di Corato. È stato bello, seppure a distanza, vivere tutto questo. Non perderci una diretta tv, aspettando foto, commenti, condivisioni, messaggi vocali notturni. E stato bello che abbiano creato un ponte con noi.

E voi dunque, ci state? Loro hanno risposto di “sì”! Hanno risposto “sì” quando con mille incertezze e paure di ogni tipo hanno preparato la propria valigia e sono partiti, quando nonostante la stanchezza hanno continuato a camminare, pregare, incontrare altri giovani.

Hanno detto “sì” anche quando stanchi hanno trovato modo e tempo di comunicare con noi. Crediamo che la loro testimonianza valga più di molte risposte. Sia la risposta alle paure, alle follie umane e pseudo religiose. Loro hanno detto “sì” a Dio. 

Un ringraziamento va alle famiglie di tutti i ragazzi che hanno permesso che questo accadesse nonostante le mille difficoltà. E poi a tutti i sacerdoti che sono sempre vicini ai ragazzi: don Peppino Lobascio, don Fabrizio Colamartino, don Francesco Rizzi, padre Francesco e don Francesco del Conte, agli educatori che hanno accompagnato i ragazzi in questa esperienza. E poi a Dio, che ha permesso di poter vivere tutto questo in abbondanza».

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Commenti

  • Teresa Varesano (utente non verificato)

    L’articolo appena letto mi ha doppiamente colpita, primo mi ha piacevolmente emozionata, secondo devo lodare l’impegno con cui i ragazzi e i loro accompagnatori hanno vissuto prima, durante e in corso d’opera questa entusiasmante avventura, nonostante le diverse difficoltà incontrate. Un merito a quei ragazzi che sono l’esempio di una gioventù tutt’altro che prova di valori ed ideali ma che uniti da una forza più grande, la fede, fa sperare in un mondo migliore perché loro sono il nostro futuro.