Piazza Di Vagno, per la “quinta” manca l’accordo con i privati

La Redazione
Piazza Di Vagno

Uno dei proprietari ha diffidato il Comune dall’adottare soluzioni che limitino il suo diritto di veduta ed affaccio sulla piazza ed è in attesa di una risposta dell’ente»

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Anche in consiglio comunale si è provato a fare il punto sullo stato dei lavori di piazza Di Vagno. Un tentativo non andato del tutto a buon fine visto che sia l’interrogazione sulla situazione relativa ai privati che quella sullo stato di avanzamento degli scavi archeologici, non hanno trovato una risposta giudicata soddisfacente dai consiglieri proponenti.

Il progetto della “quinta”
nFin dall’inizio il progetto dell’edificio che andrà a riprodurre l’antico palazzo ducale ha generato dubbi in chi possiede delle proprietà che si affacciano sulla piazza.

Fiore, primo consigliere firmatario dell’interrogazione, ha chiesto se l’amministrazione avesse fatto ai privati una proposta che preveda «la modifica della sagoma del corpo di fabbrica che si andrà a realizzare in piazza Di Vagno. In particolare se si fosse concordata la riduzione dell’altezza del fabbricato in modo da non ostacolare il diritto di veduta del signor Mosca».

Colaianni, dirigente settore lavori pubblici, leggendo la nota predisposta dal responsabile del procedimento dell’opera, ingegner Domenico Pierro, ha precisato che «non si è mai proceduto alla sottoscrizione di una convenzione, nè si è mai prospettata alcuna proposta che modifichi la sagoma in questione.

Pierro – ha aggiunto Colaianni – non ritenendo accoglibili le richieste dei privati in sede transattiva, ha dato mandato ai tecnici progettisti di apportare modifiche progettuali alla sagoma tenendo conto della presenza sulla facciata prospicente alla piazza delle luci dei diversi piani nonché del manufatto realizzato sul terrazzo di copertura dell’immobile del sig. Mosca».

Un passo indietro dunque visto che Fiore afferma di aver «letto una bozza della convenzione anche in commissione». Ora sembra invece «che tutto venga annullato a causa delle ulteriori richieste di Mosca».

Le precisazioni del legale rappresentante del signor Mosca, l’avv. Maldera dello studio Regina & Partners che ha sede a Trani
n«Non è stato raggiunto alcun accordo con il Comune di Corato. Allo stato, Mosca riserva ogni azione legale, nelle opportune sedi, nell’ipotesi in cui dalla realizzazione dei lavori su piazza di Vagno dovessero derivare danni e/o limitazioni dei diritti dominicali legati alla sua proprietà. 

L’ipotesi di un eventuale accordo non riguardava soltanto Mosca ma anche tutti gli altri condomini dello stabile che affaccia su piazza di Vagno, avendo il Comune di Corato inteso interloquire con tutti i proprietari e non con uno solo di essi. Al momento Mosca ha diffidato il Comune di Corato dall’adottare soluzioni tecniche ed architettoniche che comportino una limitazione, compromissione e/o eliminazione del suo diritto di veduta ed affaccio sulla Piazza ed è in attesa di una risposta da parte del Comune».  

Il “segreto archeologico” di piazza Di Vagno
nIronicamente il consigliere Bucci ha posto l’attenzione sulla risposta ricevuta in merito all’interrogazione sullo stato dei lavori di riqualificazione di piazza di Vagno. I consiglieri firmatari chiedevano le generalità dell’archeologa incaricata di verificare l’esecuzione dei lavori per i profili di competenza, la modalità con cui è stata scelta e le condizioni contrattuali pattuite, una specifica indicazione dei reperti rinvenuti e se siano state apportate o si intenda apportare varanti al progetto.

«Nella risposta – dice Bucci – si parla di “segreto archeologico”: noi amministratori non possiamo sapere che cosa è stato trovato». Secondo Colaianni ciò deriverebbe dal fatto che «non sono finiti i lavori di scavo». La determina di incarico all’archeologa invece «non è esecutiva perché ancora in attesa del parere contabile». «In sostanza – ha replicato Bucci – l’archeologa che lavora nel cantiere di piazza Di Vagno non ha un contratto, lavora a nero».

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