Rabbia per i tagli all’Umberto I, consiglieri regionali e cittadini pronti a sporgere denuncia

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Il comitato “Pro salute” ha dato appuntamento a cittadini e forze politiche. Dal consiglio regionale sono arrivati Conca e Di Bari (M5s), Damascelli (Forza Italia) e Stea (Movimento Schittulli-Area Popolare)
Bisogna «impugnare in fretta le delibere del Piano di riordino e fare le denunce agli organi competenti, ricorrere al Tar». Sono queste le strade che i cittadini possono percorrere per tentare di difendere l’ospedale di Corato dalla chiusura.
A suggerirle è stato il consigliere regionale Mario Conca (Cinque stelle) al termine del primo convegno organizzato dal comitato “Pro salute” in difesa delle strutture sanitarie del nord barese.
Con l’idea principale di «stare uniti», il Comitato ieri ha dato appuntamento ai cittadini e a tutte le forze politiche presso la sala ricevimenti Poggio delle Rose. In tanti hanno risposto e dal consiglio regionale sono arrivati in quattro: Mario Conca e Grazia Di Bari (M5s), Domenico Damascelli (Forza Italia) e Gianni Stea (Movimento Schittulli-Area Popolare).
Sebbene l’obiettivo del comitato presieduto da Concetta Abbate fosse quello di lasciare le beghe politiche fuori dalla porta, il lungo intervento di Conca ha provocato la reazione di Stea. «La Sanità non può essere usato come strumento di demagogia politica» ha detto prima di abbandonare il convegno.
«L’ospedale di Corato ha il destino segnato – ha ammesso Conca – e l’Italia non è la Francia: non siamo un popolo capace di fare rivoluzioni».
Carica di rabbia, Grazia Di Bari ha raccontato a voce alta la sua visione di questi mesi di lavoro in tema di sanità pugliese: «il piano di riordino non è passato dal consiglio regionale, lo hanno scritto Emiliano e Gorgoni. Non è definitivo solo per un motivo: devono essere fatti ancora altri tagli.
Non siamo venuti qui per illudervi ma per dirvi le cose come stanno: in Regione non ci ascoltano, gli emendamenti che proponiamo non vengono nemmeno letti. Tutto il lavoro fatto in commissione risulta vano».
Anche Damascelli ha teso la mano ai Cinque stelle: «Siamo pronti a firmare gli atti necessari – ha affermato – pur consapevoli di sedere tra i banchi della minoranza. Tutti dobbiamo renderci conto che stiamo assistendo allo spettacolo degli ospedali che si aprono o si chiudono in base alle tessere politiche. Anche il San Paolo sta subendo ulteriori tagli, li chiamano trasferimenti ma sono chiusure».
Capace di fare autocritica, Salvatore Mascoli (dirigente sindacale nazionale Fsi Cni) ha rinnovato le richieste che da decenni espone in merito all’Umberto primo e ha aggiunto: «a volte la colpa è anche nostra, dei sindacati, quando copriamo i fannulloni: ci sono ovunque. Dobbiamo essere tutti pronti a sacrificare il superfluo per puntare solo al bene della collettività».
Se da un lato il moderatore della serata – Pasquale Ricchiuti – ha definito «inaccettabile il silenzio del senatore Perrone», dall’altro Angelo Amorese, presidente della commissione Sanità del nostro Comune ha detto: «fino ad ora nessun cittadino è venuto a chiedermi nulla sull’ospedale». E pensando al sindaco Mazzilli ha aggiunto: «vi assicuro che si sta impegnando in tutti i modi per difendere l’ospedale».
«Produrre un documento unitario capace di tenere insieme tutte le parti sociali, politiche e sindacali. Firmare un testo che contenga le modifiche al Piano di riordino ospedaliero da proporre al presidente Michele Emiliano»: questo era lo scopo annunciato dal comitato per il convegno. Lo ha ricordato il consigliere comunale Franco Caputo intervenuto come «cittadino che ha firmato la petizione» ha precisato.
Del documento tuttavia, ieri sera non si è discusso. Forse perché è stata «solo la prima di una serie di serate di confronto». Così almeno ha lasciato intendere a fine convegno Vincenzo Mazzilli, un attivista del comitato.
Commenti
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Io c’ero . Serata poco edificante. Spero che la cittadinanza non si limiti a firmare ,” così la coscienza è a posto”-, ma partecipi attivamente. L’ intervento del consigliere AMORESE-(presidente comm. cons. salute)- è stato esplicato dell’ignavia di noi cittadini- Per smuovere le acque paludose, a mio avviso , occorrono ripetuti incontri che possano mantenere vivo l’interesse sul problema . Il ricorso al TAR inoltre ritengo sia la via più percorribile.
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scusate ma non ho capito o non ho voluto capire: chi era il moderatore? spero di aver capito male in tal caso rimango perplesso…buon pomeriggio
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continuo a ribadire che la responsabilità politica ce l’hanno anche coloro i quali si sono candidati a sostegno di Emiliano e di coloro che si sono spesi per chi si è candidato con Emiliano…e mo alcuni che siedono di coloro i quali siedono a quel tavolo in foto cosa vogliono? la prossima volta pensateci prima e soprattutto informatevi sulle politiche programmatiche di chi sostenete…
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ma chi il primo a sinistra ritratto nella foto? il MODERATOre”? vabbun buon sabato
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tutti consiglieri regionali non coratini…e pensare che per un pugno di voti il consigliere di forza italia non diventava consigliere regionale…quanti errori ha fatto il centrodestra dai primi scricchiolii dell’estate 2014…







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