Oggi al Cantiere “La Fabbrica della Felicità”

© n.c.
Questo pomeriggio alle 18 Giulio Di Luzio presenta il suo ultimo libro. Interverranno Pasquale Colamartino della Cgil Sanità e Claudia Casalino, presidente del Cantiere
Tornano gli appuntamenti di “Uncantiereincomune” col filone “Profeti in Patria”. Questo pomeriggio alle 18 il Cantiere ospiterà nella propria sede in via Rosmini 1 l’autore biscegliese Giulio Di Luzio che presenterà il suo libro “La fabbrica della felicità – romanzo avvelenato” edito da Stampa Alternativa.
Il tema del romanzo è lo stesso che 13 anni prima, il giornalista aveva affrontato con il libro d’inchiesta “I fantasmi dell’Enichem”. Sono gli anni sessanta quanto la vita povera e semplice di un piccolo borgo di pescatori e contadini vive una svolta sull’onda del miracolo economico.
«La chiamavano “la fabbrica della felicità” perché “bastava un colloquio col commendatore per essere assunti”» raccontavano gli operai e i dipendenti che così avevano potuto comprare l’auto, la casa dare un senso ed una prospettiva diversa alle loro vite semplici. Quelle vite semplici nel 1976, dopo lo scoppio di un impianto che rilascerà tonnellate di arsenico nell’aria, verranno travolte per sempre.
Nulla sembrerà cambiare ma tutto invece cambierà. Quando Maurizio Russo si ammala, decide di non arrendersi all’omertà e alla rassegnazione: con l’aiuto e della sua famiglia e di un giovane medico, prima ostinato dietro il recinto della sua scienza, rompe il cerchio dell’ignoranza su cui “La fabbrica della felicità” puntava. Nonostante fosse indebolito dalla malattia, rifiuta risarcimenti in denaro, posti di lavoro per la discendenza e ogni tipo di “analgesico “che possa ridurre lui e la sua famiglia ad un conveniente silenzio. È in quello squarcio di verità, segnato da un lutto inevitabile, che c’è la strada che può condurre alla riabilitazione dell’intero universo umano.
Così il romanzo, esempio di letteratura civile che vuole infrangere il silenzio dell’omertà e dell’indifferenza dà voce a un’Italia dimenticata e rassegnata consegnando la storia di un uomo – Maurizio Russo – e di una comunità intera, alla verità storica e riaccende la speranza che tutti, anche i cattivi, possano ritrovare un barlume di umanità.
Introdurrà la presidente di Uncantiereincomune Claudia Casalino, modererà l’incontro Pasquale Colamartino (CGL- FP sanità).
Giulio Di Luzio è nato e vive in Puglia. Antimilitarista e obiettore di coscienza, dopo l’impegno politico giovanile in Autonomia Operaia, dagli anni Novanta trascorre un lungo periodo di precariato giornalistico, scrivendo su “Bergamo-Oggi”, “il manifesto”, “la Repubblica”, “Liberazione”, “Il Corriere del Mezzogiorno”. Attualmente scrive su “Mosaico di pace”. Ha già pubblicato le seguenti opere, che l’hanno portato a trasmissioni Rai: Chi l’ha visto?, Rai News 24, Radio 3 Farheneit, Racconti di vita: “I fantasmi dell’Enichem” 2003, “A un passo dal sogno” 2006, “Il disubbidiente” 2008, “Brutti, sporchi e cattivi” 2011, “Clandestini” 2013-Premio Internazionale Marisa Giorgetti 2014, “Non si fitta agli extracomunitari” 2014.
Dopo sei saggi di interesse sociologico -soprattutto sul rapporto tra informazione, migrazioni e manipolazioni mediatiche- nell’aprile 2016 pubblica il suo primo romanzo “La fabbrica della felicità” – Romanzo Avvelenato, scoperto e valorizzato da Marcello Baraghini di StampAlternativa. Un romanzo etico di grande forza sociale maturato in uno spicchio di mondo del lavoro al Sud, che ripercorre fatti realmente accaduti sul Gargano, attualizzando così il rapporto tra letteratura e lavoro -ormai dimeticato- tanto caro a Paolo Volponi e ad autori come Morante, Tabucchi, Pasolini.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti