E se i figli non possono curare i genitori? Marina Mastromauro: «Difendiamo il diritto alla Sanità»

La Redazione
Un anziano solo

Per sottolineare ancora una volta un concetto che dovrebbe diventare per tutti un obiettivo da raggiungere, Marina Mastromauro riprende un articolo pubblicato su La Repubblica

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«Il diritto di ciascuno ad una Sanità di qualità, raggiungibile e non lontana chilometri dal luogo di residenza».

Per sottolineare ancora una volta un concetto che dovrebbe diventare per tutti un obiettivo da raggiungere, Marina Mastromauro – amministratore delegato del Pastificio Granoro – riprende un articolo pubblicato su La Repubblica del 25 maggio dal titolo “Le famiglie di anziani che il paese dimentica” a firma della giornalista Chiara Saraceno.

«Vorrei condividere con tutti alcuni stralci del testo perché ritengo che siano quanto mai significativi per la situazione che stiamo vivendo a Corato e in Puglia in virtù del riordino ospedaliero e di tutte le altre problematiche legate al settore Sanità». 

Di seguito gli stralci dell’articolo selezionati da Marina Mastromauro.

«Un anziano di 84 anni residente in provincia di Lucca ha tentato di uccidere a martellate la moglie di 82 anni, malata di Alzheimer; poi ha cercato di uccidersi a sua volta. È la testimonianza della solitudine drammatica in cui si trovano molte anziane coppie in salute malandata, che devono fronteggiare senza, o con pochi, aiuti la dipendenza grave di un coniuge.

Uomini o donne che siano, troppi grandi anziani passano gli ultimi anni della loro vita in un gorgo senza fine di richieste e di umiliazione, imprigionati con un coniuge del quale è sempre più difficile ricordare. Non lascia spazio altro che alla disperazione, che può trasformarsi in rancore. Dal sopportare di non essere riconosciuto/a e talvolta insultato/a, a dover provvedere ad ogni minimo bisogno della vita quotidiana, inclusa l’igiene personale in caso di incontinenza, passando notti insonni perché l’altro/a si lamenta. Ma i figli hanno anche una loro famiglia e talvolta vivono altrove.

Il welfare italiano ha lasciato queste situazioni, in inevitabile aumento stanti i fenomeni di invecchiamento e l’innalzamento delle speranze di vita, pressoché esclusivamente alle risorse individuali e famigliari – economiche innanzitutto, ma anche di rete famigliare. Se viene accertata una disabilità e una non autosufficienza totale (ma l’Alzheimer e l’incontinenza da soli non bastano), c’è l’assegno di accompagnamento.

Il fenomeno del ricorso alle badanti, nella sua ampiezza, è tutto italiano. Le residenze sanitarie, oltre a non godere sempre di buona fama e ad essere considerate, anche per motivi culturali, l’ultima spiaggia di chi non ha famigliari disponibili all’accudimento a tempo pieno, hanno lunghe liste d’attesa.

Tutta presa a discutere del costo sul bilancio pensionistico e sanitario dell’invecchiamento della popolazione, l’Italia continua pervicacemente a ignorare i bisogni degli anziani fragili e soprattutto dei loro famigliari, spesso grandi anziani essi stessi.

Eppure, questo settore sarebbe un grande ambito di lavoro specializzato, sia a livello tecnologico sia delle relazioni umane, in cui investire in modo integrato e solidaristico risorse pubbliche e private, per evitare che, anche in questa fase delicata e difficile della vita, le disuguaglianze facciano premio su tutto».

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Commenti

  • salvatore di gennaro (utente non verificato)

    Anche in questa circostanza sento parlare solo di “diritti”. Probabilmente, se tutti, di ogni ordine e grado, avessero ottemperato ai tanti “doveri” che loro incombono in ogni frangente della vita, adesso non si lancerebbe nessun grido di allarme e di disperazione. Gli ultra anziani? Grosso problema etico e sociale, non previsto dalla Natura e quindi affrontato dall’uomo non sempre in modo ottimale. Essi sono assai restii a lasciare la loro dimora, le case di cura costano, e quando lo Stato ne scopre qualcuna a prezzi stracciati e quindi non proprio all’altezza della situazione (ma i figli dei ricoverati conoscono bene le loro condizioni), interviene e le fa giustamente chiudere, risolvendo così il problema. Ecco quindi il fenomeno delle badanti: le nostre ragazze inutilmente diplomate e laureate, hanno snobbato tale attività, che è diventata ormai terra di conquista delle straniere.

  • Il fido ArCano (utente non verificato)

    per me la dr.ssa Mastromauro ha tutti gli elementi per poter fare il prossimo sindaco di Corato…e secondo me potrebbe essere un eccellente sindaco….spero che si arrivi a ciò per il bene della Città

  • angela adduci (utente non verificato)

    Bene fa la Dott.ssa Mastromauro ad insistere sul problema della salute e su questa che si presenta come una vera emergenza..smarrimento ed incertezze che dovrebbero essere bandite in uno Stato prioritariamente attento alla salute dei propri cittadini ,al loro benessere ,alla loro crescita anche culturale………..

  • luigi (utente non verificato)

    Sono pienamente d accordo con il sig.di gennaro , sono anni che sappiamo che la popolazione italiana invecchia in grosse quantita grazie alle terapie e ai controlli che si sottopongono.Per fortuna al sud si riesce ancora a tenere gli anziani in casa.Vista la cronicita delle malattie questa doveva essere x i nipoti e x i ragazzi sopratutto una forma di sostegno economico almeno x i loro vizi.Invece siamo proprio noi genitori che preferiamo tenere i nostri figli alle universita con scarsi risultati o a dormire o sapere che la notte vanno in giro come dei sbandati.

  • salvatore di gennaro (utente non verificato)

    Ringrazio Luigi. L’Italia è un Paese che va avanti (si fa per dire) alla giornata. L’eterogeneità elevatissima riguardo la composizione etnica del popolo italiano (sviluppatasi e ancora in via di cementificazione, nei secoli, a causa delle migrazioni da tutti i punti cardinali, favorite dalla posizione geografica dell’Italia) ha impedito la formazione di un unico “senso dello Stato”, dando luogo all’anarchia e al caos che caratterizzano il nostro comportamento (siamo l’unico Paese al mondo che non è capace di fare la “fila”). Da un tale popolo inadeguato all’autogestione globale, che ha necessariamente sempre avuto come punto di riferimento un “comandante” unico, sono stati logicamente partoriti, in questi settant’anni, politici inadeguati. E i risultati, in ogni campo, si vedono. Amo, essendo “spartano” di carattere ed odiando la retorica, queste analisi spicce. Cordialità.