Il Politecnico di Torino premia la coratina Ilaria Fusaro: «Da piccola ero “la bimba dei perché”»

© Ilaria Fusaro
A 26 anni si è laureata in chimica clinica forense e dello sport. «Ora lavorerò nel campo della tracciabilità alimentare con il Politecnico di Torino e l'Inrim» spiega Ilaria Fusaro nell'intervista rilasciata a CoratoLive.it
Si chiama Ilaria Fusaro e da piccola la chiamavano “la bimba dei perché”. Oggi, a 26 anni, è dottoressa in chimica clinica forense e dello sport e il Politecnico di Torino le ha già messo una medaglia sul petto.
Venerdì scorso tra gli 84 migliori laureati premiati per l’anno accademico 2013/2014, Ilaria era l’unica pugliese. E’ nata a Trani ma ha vissuto da sempre a Corato. Si è diplomata al liceo “Oriani” e per la laurea magistrale si è spostata a Torino quasi quattro anni fa. Ha presentato una tesi sui prodotti farmaceutici rispettosi dell’ambiente
Sabato anche La Repubblica di Torino le ha dedicato una colonna, una delle sei riservate agli 84 premiati. Il suo volto e la sua carriera sono stati affiancati a quelle di altre sei ragazze sotto un titolo che parla chiaro: «Da Storia a Chimica, le migliori lauree hanno il colore “rosa”». Perché su 84 premiati, 53 donne e 31 uomini hanno conseguito la lode.
“La bimba dei perché”
«Quando ero piccola mi chiamavano “la bimba dei perché”, dovevo sempre spiegarmi cosa c’era dietro le cose e gli avvenimenti, dovevo capire e darmi una spiegazione a quanto di fisico e chimico accadeva tutti i giorni. La passione per la chimica la devo al prof. Marcone, durante il triennio del liceo mi ha fatto partecipare più volte ai giochi della chimica a Bari. Da lì ho capito quale sarebbe stata la mia strada».
Chimica clinica forense e dello sport
Un indirizzo, quello scelto da Ilaria, che racconta i suoi sogni: «spazia tra molti campi – ci spiega – dalla chimica generale alla chimica fisica passando per la chimica analitica. Abbraccia molti settori e per questo offre molti sbocchi: dai laboratori di analisi standard ad aziende farmaceutiche e in via del tutto utopica e meravigliosa ai Ris o polizie scientifiche».
Il dottorato
«Subito dopo la laurea ho fatto uno stage nel settore della chimica ambientale, presso l’Amiat di Torino. Da lì ho avuto l’occasione di partecipare ad un bando di dottorato presso il Politecnico di Torino: delle due borse disponibili una l’hanno assegnata a me. Un risultato che mi ha riempito di gioia, ha alimentato le mie aspettative. Spero che questo nuovo inizio possa aprire future possibilità nel mio settore. Ora, per il progetto di cui risulto vincitrice, lavorerò nel campo della tracciabilità alimentare con il Politecnico di Torino e l’Inrim, una realtà ponte con il Ministero della sanità e della salute».
«Vorrei tornare a casa ma…»
«La Puglia e la mia Corato le ho sempre nel cuore. Ma – ahimè – il lavoro ci chiama e purtroppo non siamo liberi di scegliere, nonostante tutti i sacrifici fatti, dove poter mettere radici. Vorrei tornare a casa per la mia amorevole famiglia e per il mio amato fratello ma le prospettive al sud nel mio settore non sono rosee».
Il sogno più grande
«Entrare in una polizia scientifica e fare il chimico forense. Purtroppo però i concorsi sono chiusi dal 2008. Tuttavia quello che mi sta capitando mi appaga sul serio e mi reputo fortunata al giorno d’oggi. Questo lo devo ai miei genitori e a mio fratello, sempre presenti e pronti a sostenermi e incoraggiarmi».
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