«Il 17 aprile votiamo “Sì” al referendum». Le tre motivazioni di Noi con Salvini

La Redazione
Trivelle in mare

«Difendere il territorio dal rischio di disastri e incidenti, impedire a Renzi di svendere i nostri mari, tutelare pesca turismo e agricoltura nostre vere ricchezze»

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Anche Noi con Salvini si schiera a favore del “Sì” per il referendum del 17 aprile.

«Si chiede agli elettori – scrivono dal partito – di fermare definitivamente le trivellazioni in mare, tutelando il nostro territorio e mettendolo al riparo dai pericoli delle attività di estrazione petrolifera».

I tre motivi per votare “Sì”.

Difendere il nostro territorio dal rischio di disastri e incidenti
«I nostri sono mari “chiusi” e un eventuale incidente sarebbe fonte di danni incalcolabili, con effetti immediati e a lungo termine sull’ambiente. Con gravissime ripercussioni economiche per gli operatori turistici e pescatori italiani».

Impedire a Renzi di svendere i nostri mari a qualche petroliere
«L’aumento delle estrazioni di petrolio nei nostri mari non è in alcun modo collegato al soddisfacimento del fabbisogno energetico nazionale. Le società petrolifere, infatti, diventano proprietarie di ciò che viene estratto versando allo Stato un importo pari solamente al 7% di quanto ricavato. Renzi svende i nostri mari, le aziende petrolifere ringraziano».

Tutelare pesca turismo e agricoltura nostre vere ricchezze
«Secondo le ultime stime del Ministero dello Sviluppo Economico le riserve di petrolio sotto il mare italiano sono sufficienti a coprire il fabbisogno nazionale di greggio per appena 8 settimane. Al contrario, le nostre ricchezze, sono in verità altre: l’agricoltura danneggiata sempre più dalle norme europee, il turismo che contribuisce al 10% del Pil e dà lavoro a quasi 3 milioni di persone, la pesca che rappresenta il 2,5% del Pil e dà lavoro a 350mila persone».

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