Un “Sì” per fermare le trivelle nell’Adriatico. L’appello al voto per il referendum del 17 aprile

La Redazione
Corrado De Benedittis

Videointervista a Corrado De Benedittis, portavoce del “Comitato per il Sì al referendum sulle trivelle”

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Il 17 aprile l’Italia è chiamata al voto per ridare alle istituzioni il compito di regolamentare le estrazioni di gas e petrolio dai mari che bagnano la Penisola.

Anche a Corato, come in molte altre città della Puglia, è nato un comitato spontaneo per informare la popolazione sul tema del referendum e sull’importanza di recarsi alle urne.

Con la videointervista di oggi diamo la parola a Corrado De Benedittis, portavoce del “Comitato per il Sì al referendum sulle trivelle” che opera in città.

Per porre dei limiti alle trivellazioni nei nostri mari, per difendere la bellezza delle nostre coste, tutelare il turismo ma anche la pesca e la voglia di futuro delle nuove generazioni «è importantissimo andare a votare e votare “sì”», spiega De Benedittis.

A luglio dello scorso anno il tema delle trivellazioni fu affrontato nel chiostro del Palazzo di città grazie ad una iniziativa del Gruppo Scout Agesci Corato1, dell’Arci La Locomotiva e del Greenpeace Gruppo Locale Bari con il patrocinio di Rete Attiva.

«Stiamo lasciando che aggrediscano il nostro mare Adriatico per avere al massimo tre mesi di autonomia energetica»: questo il grido di protesta lanciato allora.

Adesso che la decisione è affidata agli italiani: non resta che recarsi alle urne il 17 aprile e mettere una croce sul “sì”.

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