La Ztl così non piace. Ecco cosa pensa chi vive o lavora nel centro storico

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Sono 906 le sanzioni già elevate nel periodo che va dal 18 gennaio al 29 febbraio. Ieri l’amministrazione comunale ha provato ad ascoltare tutte le opinioni dei cittadini dando loro appuntamento nella sala consiliare
Residenti, commercianti e professionisti non sono ancora riusciti a trovare un accordo riguardo alla zona a traffico limitato. Nel centro storico le esigenze sono tante: da un lato quelle di chi ci lavora e dall’altro quelle di chi ci vive. Ieri l’amministrazione comunale ha provato ad ascoltarle tutte, dando appuntamento ai cittadini nella sala consiliare. Tanti hanno partecipato e alimentato la discussione.
I dati forniti proseguono sulla scia di quanto già detto a febbraio: solo il 2.18% dei transiti effettuati nell’arco delle 24 ore sono autorizzati, 2.228 su un totale di 102.215 nel periodo 18 gennaio – 29 febbraio. Da 604 sale a 906 il numero di sanzioni già elevate.
Cosa pensa chi abita nel centro storico
«Per noi uscire con tranquillità a piedi e offrire ai nostri figli la possibilità di giocare liberamente – ammette una mamma – è una grande opportunità». Aver ridotto l’ingresso delle auto nel centro significa aver «fatto abbassare il livello di anidride carbonica presente nell’aria» ragiona Maurizio Quinto, in qualità di residente ma anche di chimico. «Ciò non toglie però – aggiunge – che l’amministrazione debba attivare anche altre misure per ridurre i disagi e migliorare la vivibilità».
«Il vero problema è uno solo: il parcheggio delle auto» sintetizza un altro residente. «Per dare un nuovo impulso al centro pur riducendo il traffico veicolare, è necessario che il Comune trovi nuove soluzioni per lasciare in sosta le auto». E non manca chi sottolinea anche la necessità di prestare più attenzione ai diversamente abili: «fino a che si continuerà ad usare le transenne per interdire il passaggio delle auto, chi come me non può scendere e salire dal proprio veicolo per spostarle non potrà passare pur avendone il diritto».
Cosa pensa chi lavora nel centro storico
«Mi chiedo perché i professionisti non hanno diritto ai pass. Oltre alla persona fisica che ha una residenza, andrebbe considerata anche la persona giuridica che ha una sede. Pensiamo alle società o agli studi professionali» riflette il ragionier Torelli.
A parlare per conto dell’Associazione Corato Centro, è invece l’avvocato Sabino Patruno. «Per quanto ci riguarda la ztl ha fallito sotto tanti punti di vista. Non garantisce la diminuzione della quantità di anidride carbonica: semplicemente la sposta da una zona all’altra della città. Non aiuta l’economia: tutte le attività commerciali hanno registrato un enorme calo del fatturato. L’amministrazione dice di voler agevolare la nascita di nuove attività ma, al momento, le azioni intraprese stanno portando al collasso quelle già esistenti. Nessuno dice che la ztl non debba esistere, quello che si chiede è che vengano modificati i giorni e gli orari in cui è attiva».
La proposta
«Disattivare il controllo in inverno dal lunedì al venerdì, giornate in cui la gente per abitudine esce molto meno». Rispetto agli orari «in inverno posticipare l’attivazione del controllo dalle 20 alle 21, orario in cui la sosta sul corso non è più a pagamento. In estate consentire il transito delle auto dopo l’una e non dopo le 3» aggiunge Claudio Craca, uno degli esercenti. «Questo spazio di ascolto doveva essere concesso dall’amministrazione prima dell’attivazione, non dopo – prosegue. «Io ho licenziato quattro unità a causa della riduzione del fatturato. Se il problema è far dormire i residenti, fateci lavorare fino a mezzanotte e poi lasciate attiva la ztl sino al mattino».
«Non vogliamo i posti auto per noi ma per i nostri clienti – aggiunge un altro esercente -. Prima almeno le famiglie potevano arrivare, far scendere mamme e bambini e poi andare a cercare parcheggio. Ora non possono fare nemmeno questo. Basta una giornata di cattivo tempo per ritrovarsi in un deserto».
Tra gli altri problemi riscontrati c’è quello di caricare e scaricare la merce. «Io ho un deposito nel centro storico – racconta un artigiano – e la domenica è un problema venire a lasciare del materiale». La stessa cosa vale per chi ha, ad esempio, una macelleria: «fra cantieri e impalcature i mezzi più grandi spesso non riescono ad arrivare. Se capita che arrivino un po’ più tardi dobbiamo poi attivarci affinché non gli venga contestata la sanzione. E’ possibile che le procedure per questi casi debbano essere così lunghe? Andrebbe trovato un modo per semplificarle. Si potrebbe pensare di aprire al transito via Monte di Pietà».
Per chi ha visto Corato come una “buona piazza” dal punto di vista commerciale la constatazione oggi è una: «non credo più in questa città, non ha più senso investire. Nel centro non cammina più nessuno, faccio prima a chiudere». Una considerazione che arriva anche dai più giovani: «non ci sono più eventi capaci di trattenerci in città. Sia per divertirci che, contemporaneamente, per lavorare».
La risposta del sindaco Massimo Mazzilli
Il sindaco, seduto tra i banchi della giunta insieme al presidente della commissione sicurezza Sergio Tedeschi e al presidente del consiglio Ignazio Salerno, non ha azzardato risposte definitive ma ha assicurato di «tener conto di quanto ascoltato in vista della fase decisionale». «Ci avete dato elementi utili. Alcune cose le avevamo già in osservazione, ora dobbiamo essere bravi a fare una sintesi partendo delle congiunture non positive che in questo momento ci sono. Un punto importante da cui partire è sicuramente quello del parcheggio. Quello di piazza Indipendenza, per esempio: il nostro obiettivo è che sia fruibile, ha 170 posti macchina».
Commenti
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insomma ai coratini con mamme e figli al seguito proprio non gli va di camminare. Basta parcheggiare a piazza Grenoble o lì vicino. Io non prendo quasi mai l’auto ma lì il posto lo trovo sempre







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