Coraton12, tanti sogni realizzati. Le immagini del Galà

La Redazione
Coraton12

In piazza Marconi al posto delle auto di lusso spesso utilizzate per le grandi occasioni sabato sera c’era un tre ruote Ape, verdone, con un telone bianco e due loghi: Coraton e Caritas

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Coraton12 ha sconvolto gli schemi e ha toccato il cuori. In piazza Marconi al posto delle auto di lusso spesso utilizzate per le grandi occasioni sabato sera c’era un “tre ruote” Ape, verdone, con un telone bianco e due loghi: Coraton e Caritas.

Come dice la canzone di Cenerentola “i sogni son desideri di felicità”. E anche per Coraton e i suoi amici quest’anno “il sogno realtà diverrà”. Il “tre ruote” presto verrà consegnato alla Caritas perché possa raccogliere e ridistribuire gli alimenti a chi ne ha bisogno.

La maratona di beneficienza si è conclusa nel centro della città, lì dove è iniziata grazie ai primi appuntamenti dello Scrigno delle donne di Coraton. Un vero e proprio itinerario fatto di persone che ha permesso di attraversare il paese con le sue bellezze e le sue fragilità.

Ha tagliato il nastro del traguardo solo dopo aver portato nella sede della Caritas un nuovo interesse per le parole ma anche per la recitazione e per il cinema. In un luogo in cui si può dire ancora che per grandi e bambini tutto, o quasi, è «una nuova scoperta, una emozione mai provata».

Sabato il sogno è diventato realtà anche per le persone che – per la prima volta – sono entrate a teatro grazie a Coraton. Tra i fedelissimi delle poltrone rosse invece c’è stato chi ha detto di «non aver mai visto la platea di un teatro che si alza in piedi per ballare una pizzica». Quella travolgente dei Terraross.

Il sipario di velluto sabato si è aperto per fare spazio al Centro teatro danza Kursaal, una bellissima “cerniera” fatta di ballerini coratini che hanno passato il testimone ai tanti ospiti nazionali e internazionali che hanno sposato la causa.

A far ridere grandi e piccini c’hanno pensato i due clown teatrali di “Chien barbu mal rasé”. Sul palco al fianco di Claudia Lerro, ma anche correndo tra le poltrone del pubblico in platea, hanno strappato tanti sorrisi.

Incantevole l’arpa di Micol Picchioni. Dai Nirvana a De Andrè passando per Led Zeppelin, Bruce Springsteen e David Bowie l’arpista genovese ha portato a Coraton una grande energia.

Preziosa la musica di Accordi Disaccordi e Gonzalo Bergara: con le loro note gipsy jazz, hanno riproposto in chiave moderna i classici della migliore musica jazz e manouche degli anni 30.

Sarà stato l’accento napoletano, o forse la capacità di improvvisare, ma di fatto anche Ciro Esposito ha donato a Coraton una gran bella parentesi. E’ tornato a Corato per la prima volta dopo aver girato, tanti anni fa, il film “Io speriamo che me la cavo”. La sua presenza – e la lettura di due temi del film – ha testimoniato anche una grande possibilità di riscatto per alcuni di quei ragazzi che oggi, a Corato, somigliano al Ciro bambino del film.

Nulla di finto invece nelle pagine lette dalle attrici Ivana Lotito e Azzurra Martino: grazie a loro le storie, le “urla”, le carezze che le donne della nostra città hanno affidato allo Scrigno realizzato per Coraton sono arrivate sul palcoscenico. Una grande liberazione per chi le ha scritte, per tutti un’occasione per conoscere chi vive dietro l’angolo.

In linea con il tema di Coraton anche il nuovo film di Alessandro Piva presentato sabato, “Milionari”. Racconta l’ascesa e la caduta di un clan criminale napoletano attraverso il racconto di un boss e della sua famiglia. «Vi aspetto giovedì al cinema Elia, il mio film sarà in programmazione per una settimana» ha detto sabato al pubblico del comunale.

Protagoniste tanto silenziose quanto indispensabili Beatrice Capozza e Laura Ajutytė: “nascoste” dietro le quinte hanno realizzato le scenografie mentre a spiarle c’era una telecamera che trasmetteva sul palco le immagini delle loro creazioni.

Il commento del presidente de “La Banda”, l’associazione che organizza Coraton
«La 12esima edizione di Coraton – commenta Dino Patruno – è stata senza dubbio la più emozionante per me. E’ sorprendente, perché credevo di avere già ampiamente vissuto queste sensazioni. Devo confessare che sono state molto forti le sensazioni provate nel vedere arrivare l’Ape car a teatro. E poi rivivere sul palco all’interno di uno spettacolo molto divertente e calibrato, ottimamente condotto da Claudia Lerro, le significative attività dei giorni precedenti.

Ispirandomi alla brillante comunicazione di quest’anno posso dichiarare che: “io sono Dino” e voglio ringraziare tutti i sostenitori, le associazioni, gli artisti, i volontari e gli spettatori per lo splendido obiettivo raggiunto. Un ringraziamento particolare inoltre a tutte le istituzioni cittadine che hanno accompagnato con fiducia e collaborazione il nostro cammino.

Un abbraccio speciale inoltre all’inesauribile Banda dei miei collaboratori. Quelli che fin dalle prime edizioni sono con me fino e i più giovani, sempre più entusiasti e generosi. A loro va tutto il merito di un progetto così articolato ed ambizioso».

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