Accusa di reato paesaggistico, assolti Perrone e la sua giunta

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I fatti risalgono al 2009, quando la giunta approvò il progetto sui lavori di modellatura e scavi sul corso d’acqua naturale sgorgante dalla falda in territorio di Corato "Lama Croce/Lama di Pietra – Fondo Griffi"
«Assolti perché il fatto non sussiste». Sono stati prosciolti con formula piena l’ex sindaco Luigi Perrone (attuale assessore all’urbanistica), quattro assessori della sua giunta e il dirigente di allora dell’ufficio tecnico dall’accusa di reato paesaggistico per violazione del codice Urbani.
I fatti risalgono al 2009, epoca nella quale la giunta approvò il progetto sui lavori di modellatura e scavi sul corso d’acqua naturale sgorgante dalla falda in territorio di Corato “Lama Croce/Lama di Pietra – Fondo Griffi”, secondo l’accusa in assenza della prescritta autorizzazione paesaggistica e per i quali erano stati condannati nel 2012 con decreto penale alla pena di 9.250 euro di ammenda ciascuno.
Contro il decreto tutti gli imputati hanno proposto opposizione chiedendo il dibattimento, svoltosi da partire dal 2014 e culminato nell’udienza finale di pochi giorni fa nella quale il Tribunale di Trani, in composizione monocratica, nella persona del dott. Lorenzo Gadaleta ha emesso la sentenza di assoluzione.
I difensori degli imputati (avvocati Michele Quinto, Domenico Di Terlizzi e Amleto Carobello) hanno dimostrato che «l’autorizzazione paesaggistica per le opere contestate non andava richiesta in virtù del comma 1.07 dell’art. 5.02 delle Nta del Putt/P, che prevede esplicitamente l’esenzione “per gli interventi di pronto intervento destinati a rimuovere imminenti pericoli di pubblica e privata incolumità o di interruzione di pubblico servizio e per le opere dichiarate indifferibili e urgenti conseguenti a norme o provvedimenti statali e/o regionali”, come appunto dimostrato nel caso di specie».
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