L’Arcigay di Bari chiede «la rimozione dei manifesti denigratori». E intanto Roselli rilancia

La Redazione
Il nuovo manifesto di Carlo Roselli

«Siamo profondamente indignati e offesi dal comportamento dell'ex assessore Carlo Roselli» scrive l'associazione

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I malumori nati in seguito al manifesto di Carlo Roselli contro le adozioni gay superano i confini della città. Anche grazie al lavoro di approfondimento realizzato dalla nostra redazione (oggi citato anche da La Repubblica, ndr), la questione è arrivata all’Arcigay Bari e all’Arcigay Italia che ha chiesto «fermamente al Comune di Corato di rimuovere quei manifesti perché fortemente denigratori, irrispettosi e infondati dal punto di vista scientifico». Roselli, intanto, proprio oggi ha coperto quei manifesti, ma ne ha pubblicati altri in cui scrive: «Obiettivo raggiunto. Sì unioni civili, no adozioni gay».

La replica di Arcigay
«Siamo profondamente indignati e offesi dal comportamento dell’ex assessore Carlo Roselli che a Corato ha fatto affiggere dei manifesti con su scritto “Si unione civile… No! L’adozione dei bambini. Affidereste a questa gente l’educazione dei bambini?” completando il tutto con un collage di foto scattate durante alcuni pride.

Le modalità sono fortemente pretestuose, offensive e infarcite di stereotipi, con l’obiettivo di insinuare nel pensiero del cittadino comune che tutti i cittadini Lgbt siano promiscui, inaffidabili, sporcaccioni, dei poco di buono, festaioli, irresponsabili e quindi incapaci di allevare dei figli con amore, come se queste fossero caratteristiche riscontrabili solo e soltanto all’interno della comunità Lgbt, facendo in modo che questo concetto infondato diventi uno stereotipo identificativo di tutta una categoria, nonché una grave offesa. In un video pubblicato da CoratoLive.it, l’ex assessore si giustifica facendosi scudo con la libertà di opinione.

Ricordiamo però che libertà di opinione non è automaticamente libertà di offesa contro altri cittadini e cittadine, anzi contro altre persone, come afferma egli stesso nel video “sono sempre delle persone” e ringraziamo profondamente per averci concesso il permesso di essere definiti tali. Ci domandiamo inoltre quali competenze possegga l’ex assessore in materia di pedagogia, psicologia, antropologia o sociologia e basandosi su quali ricerche scientifiche egli si arroghi il diritto di affermare che “Non si può adottare un bambino avendo due papà o due mamme, cioè, non è possibile, non sta nè in cielo nè in terra”.

Talmente impossibile che questo accade ogni giorno, da anni ormai, in paesi come Spagna, Francia, Regno Unito, Belgio, Austria (solo per citare alcuni paesi europei) e vorremmo tranquillizzare il sig. Roselli che la popolazione eterosessuale in questi paesi è ancora ben lontana dall’estinzione, sua grande paura, come afferma ancora nel suddetto video. Il sig. Roselli afferma di essere altrettanto preoccupato perché “è automatico che diventeranno lo stesso”: secondo lo stesso principio per cui da genitori eterosessuali nascono solo figli eterosessuali, non vi è alcun dubbio, no?!

Mettendo da parte l’ironia, ricordiamo che l’ordine degli psicologi della Puglia si è espresso in questo modo attraverso le parole della vice presidente Vanda Vitone rese note nella videointervista di CoratoLive.it: “Gli studi di genere sottolineano che non vi è differenza tra genitorialità eterosessuale e genitorialità omosessuale. Una coppia di lesbiche o una coppia di gay possono creare un ambiente favorevole allo sviluppo emotivo e psicologico dei minori. Il pregiudizio è che i figli di una coppia omosessuale possano diventare omosessuali. Gli studi hanno messo in evidenza che non vi è alcuna correlazione tra l’omosessualità dei genitori e l’orientamento sessuale dei figli.

Il disagio che noi possiamo riscontrare nei bambini che appartengono a queste famiglie, certamente non è dovuto all’orientamento dei propri genitori. A volte possono sviluppare disagio in correlazione all’ambiente, al contesto ambientale di vita, ovvero ai pregiudizi, allo stigma sociale, al fatto che devono mantenere a volte il segreto, alla mancanza di tutela legale, all’omofobia interiorizzata, al bullismo, o precedente divorzio eterosessuale, sono fattori stressogeni. Penso che un’educazione basata sulla parità, sull’insegnamento del rispetto sia fondamentale per promuovere una cultura dell’accettazione di tutte le differenze”.

Chiediamo fermamente al comune di Corato di rimuovere quei manifesti perché fortemente denigratori, irrispettosi e infondati dal punto di vista scientifico, in quanto ledono la dignità di tutta la comunità Lgbt italiana e non fanno altro che rimarcare una diseguaglianza presente tutt’oggi nelle leggi dello stato italiano (anche dopo l’approvazione delle unioni civili in senato) e che nasconde e sottintende una radicata omofobia interiorizzata».

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Commenti

  • salvatore di gennaro (utente non verificato)

    Effettivamente, a che titolo sono stati posti questi ultimi cartelli? Per estrinsecare un compiacimento personale, che non porta ad alcun risultato pratico? Per gli omosessuali, come per tutti coloro considerati “diversi” (brutti, bonaccioni, sgraziati, stupidotti, ecc.), la vita non è sempre in discesa…

  • Fiorenzo Spina (utente non verificato)

    Giusta domanda, Offese o opinioni? io ho sempre detto: “se vi sentite offesi o se ritenete ci siano gli estremi, mettete l’avvocato e fate causa no?” alla fine nessuno ci va, chissà perché, già chissà perché