Acquisto dei 36 ettari a San Magno, Pd e Ape: «Ecco le nostre forti perplessità»

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«Ad avvalorare la scarsa qualità del progetto c’è il mancato esercizio del diritto di prelazione da parte del MiBact, che ha deciso di non esercitare la prelazione, girando la possibilità agli Enti Locali»
Quest’oggi è stato convocato il secondo consiglio comunale sull’acquisto dell’area di San Magno ma, dopo le decisioni di venerdì, «iniziano a prendere corpo le nostre forti perplessità» scrivono Pd e Ape.
«La mancanza di un preciso progetto scientifico, strategico ed economico renderebbe inefficace ogni velleitaria promessa sia pure inserita in delibera all’ ultimo minuto. Non si può pensare – proseguono da Pd e Ape – che non ci piaccia l’idea di un parco archeologico, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Si rischia una disavventura economica alla ricerca di enormi quantità di soldi per avviare il recupero di un’area così estesa.
Meglio sarebbe stato lavorare seriamente su quella già in possesso del Comune, costata finora 360mila euro e non ancora pienamente valorizzata. Il denaro destinato all’acquisto dell’area, 100mila euro, è stato sottratto da somme già destinate al recupero ristrutturazione del campo sportivo comunale. E i tifosi del Corato cosa ne pensano? E i coratini tutti cosa dicono sull’ acquisto di un’area dove ci sono tombe del V sec. a. C. circa?
Era sufficiente andare a valorizzare e rendere fruibile i 19 tumuli posseduti che non i cento in arrivo, giacché l’area è stata valorizzata solo ed esclusivamente con episodi spot, inutili per la conservazione e la valorizzazione del sito, che oggi versa in una situazione di incuria, ricoperto da sterpaglie, privo di indicazioni stradali per raggiungerlo.
Che dire poi del prezzo? Troppo alto, giacché stiamo spendendo mille euro ad ettaro in più (36mila in tutto) rispetto al valore di mercato e non c’è stata fornita una valida risposta sul costo spropositato del terreno.
Ad avvalorare la scarsa qualità del progetto, il mancato esercizio del diritto di prelazione da parte del MiBact, che ha deciso di non esercitare la prelazione, girando, ai sensi di legge, la possibilità agli Enti Locali.
Come se non bastasse, non è stata presentata alcuna progettualità a medio e lungo termine, non si sa ancora quanto costerà all’ente manutenere il sito, né sono stati individuati bandi comunitari o regionali da cui attingere risorse. Avremmo preferito che si percorressero altre strade, nell’ottica ad esempio di una partnership pubblico/privato.
Il Partito Democratico e l’Associazione Progresso Etico non hanno condiviso le linee di intervento perseguite da questa amministrazione, ritenendo inconsistenti le progettualità proposte ed enormemente estesa l’area da acquisire, valorizzare e manutenere».
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