Anche Corato sarà cardioprotetta. La Misericordia avvia il progetto di defibrillazione pubblica

La Redazione
Utilizzo del defibrillatore

In Italia le persone colpite da morte improvvisa, sono stimate intorno ai 60.000, in un’età compresa tra i 20-65 anni

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Il tempo è una risorsa molto preziosa, ma a volte la vita frenetica che viviamo non ci permette di cogliere le meraviglie delle quali dalle quali siamo attorniati.

L’andare sempre di corsa, l’essere oberati da numerosi impegni spesso ci rende, da una parte, ci rende fieri nei nostri confronti ma, allo stesso tempo, ci allontana dall’essenziale e da noi stessi.

Non pensiamo mai che potrebbe essere l’ultimo attimo che viviamo e oggigiorno cogliere l’attimo e farne buon uso è importante, così come di fronte ad un’emergenza, impiegare correttamente gli ultimi minuti che segnano il passaggio dalla vita alla morte può essere fondamentale.

L’Arresto Cardiocircolatorio (ACC) rappresenta una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati, con un’incidenza di un caso su mille. In Italia le persone colpite da morte improvvisa, sono stimate intorno ai 60.000, in un’età compresa tra i 20-65 anni, di questi nell’80-85% dei casi l’aritmia responsabile è la Fibrillazione Ventricolare (FV) e/o la Tachicardia Ventricolare senza polso (TV).

La Fibrillazione Ventricolare è la più grave aritmia cardiaca poiché porta all’immediata cessazione, di una valida azione di pompa meccanica del cuore e quindi all’arresto cardiaco. E’ caratterizzata da un movimento scoordinato e disorganizzato del muscolo cardiaco che perde la capacità di contrarsi in modo efficace. In questa situazione, non è più possibile udire alcun battito cardiaco, né auscultare rumori respiratori, né palpare il polso.

L’unico trattamento attualmente efficace è la defibrillazione, cioè l’erogazione di un’adeguata corrente elettrica che attraversa il muscolo cardiaco. Intervenire sulla vittima entro 4/5 minuti dall’insorgere dell’evento significa salvargli la vita. Purtroppo, la sua efficacia decresce del 10% ogni minuto trascorso. Dopo 10 minuti dall’ACC, l’assenza di ossigeno danneggia irreversibilmente gli organi nobili, cervello, cuore, reni, condannando a morte l’individuo, nonostante si tentino manovre rianimatorie anche avanzate.

Quindi, per ottenere risultati efficaci, si deve attuare la così detta “Catena della Sopravvivenza”. La disponibilità immediata di appropriati soccorsi e di postazioni di emergenza dotate di defibrillatore e dislocate in maniera strategica e capillare sul territorio, è un servizio indispensabile in una società sempre in corsa come la nostra. Le tecniche di rianimazione d’urgenza devono diventare parte del patrimonio culturale di tutti. La defibrillazione, con defibrillatori semiautomatici, deve essere attivata al più presto, sia da personale sanitario (medici, infermieri) che dai comuni cittadini.

I progetti PAD (Pubblico Accesso alla Defibrillazione), sono di fondamentale importanza per salvare vite; coinvolgendo istituzioni, enti, associazioni, forze dell’ordine e popolazione, si potrebbero salvare molte più persone. Infatti i tassi di sopravvivenza dopo ACC sono notevolmente aumentati, si è passati da un minimo del 25% ai valori massimali del 75-83%.

La cultura della Rianimazione Cardio Polmonare e della Defibrillazione Precoce, in Europa, deve essere patrimonio comune di ogni cittadino. Ogni cittadino che si trova ad assistere ad un arresto cardiaco è il primo attore sanitario capace di prestare precocemente un valido soccorso.

Per questo motivo, nasce nel 2014 a Corato il primo progetto PAD all’interno del gruppo Misericordia, in collaborazione con il Centro di Formazione IRC Gifes di Bari, dopo un incontro tenutosi alla fine della campagna di sensibilizzazione nazionale denominata “Viva!”. Successivamente, il progetto si è sviluppato, anche grazie alle ricerche in letteratura scientifica, alle esperienze e ai confronti che in questi anni il responsabile del progetto ha evidenziato e raccolto.

Questo progetto si ispira ad altre esperienze di comprovata efficacia nel settore della defibrillazione pubblica in atto in altre città come Piacenza, Canton Ticino, Pisa, Monza, che ci dimostrano come la percentuale di sopravvivenza è salita oltre il 40% grazie una diffusione dei Defibrillatori automatici (DAE) e di un’adeguata formazione e informazione dei cittadini in merito all’Arresto Cardio- Circolatorio.

Tutti questi fattori hanno portato ad un miglioramento della rete di soccorso e un aumento della percentuale di sopravvivenza all’ Arresto Cardiaco.

Il progetto C-PAD è un progetto di Defibrillazione ad Accesso Pubblico e si prefigge di:
• Avere una rete di defibrillatori pubblica;
• Avere una rete di “cittadini-soccorritori”;
• Avere una rete di soccorso efficace.

La semplicità d’uso, la sicurezza e la concreta possibilità che il defibrillatore automatico esterno (DAE) sia l’unico modo di salvare una vita in estremo pericolo, crediamo che sia necessario anche sviluppare periodicamente una serie di eventi formativi (già in atto da quest’anno) per la popolazione in generale non necessari di certificazione, gestiti dalle associazioni coinvolte nel Progetto.

Questo è un progetto culturale. È esperienza scientificamente dimostrata che per avere risultati efficaci (in termini vite umane) ogni cittadino deve aver accesso a quelle informazioni che gli permettono (con pochi gesti) di poter salvare una persona.

Com’è dimostrato, questi eventi accadono ovunque e a chiunque, spesso in casa, e quindi essere informati, sapere cosa fare, saper dov’è collocato il defibrillatore più vicino e saperlo usare (DAE) permettono di salvare e di essere salvati.

Per questo la Confraternita Misericordia Corato, in collaborazione con la C.O. 118 BA-BAT ed il CdF IRC Gifes di Bari, mette a disposizione le proprie conoscenze, le proprie competenze e il proprio entusiasmo, con il desiderio di contribuire a migliorare la qualità della vita della nostra città, perché è solo integrando le risorse che è possibile vincere insieme, con l’obiettivo di difendere e preservare la vita umana anche quando immaginiamo che sia l’ultimo respiro.

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