I Cinque stelle al Comune: «Si faccia il “Censimento del cemento”»

La Redazione
Viale Tevere

Il censimento ha funzione di strumento per il consiglio comunale, è una fotografia della situazione attuale, utile per pianificare la riduzione del consumo di suolo

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Edifici sfitti, abbandonati o inutilizzati. Tutti “schedati” e catalogati per trovare una nuova destinazione d’uso. Questa l’idea alla base del “censimento del cemento”, proposta dal Meetup Movimento Corato 232 aderenti al Movimento Cinque Stelle.

«Il “censimento del cemento” – spiegano – ha il semplice scopo di censire il cemento presente sulla superficie dei comune italiani, creare consapevolezza in tal senso e utilizzare i dati raccolti per pianificare azioni importanti atti al recupero del patrimonio edilizio esistente, privato e pubblico.

Il censimento ha funzione di strumento per il consiglio comunale, è una fotografia della situazione attuale, utile per pianificare la riduzione del consumo di suolo. Si chiede al Comune di fornire dati (facilmente reperibili) sul numero di case sfitte, invendute, vuote e seconde case.

Questi dati andranno analizzati nell’insieme prima di procedere a elaborare un piano urbanistico. Occorre far capire all’Amministrazione che questo è il corretto modo di procedere alla pianificazione. Non siamo contrari a nuove costruzioni: si può costruire sul costruito, oppure ri-permeabilizzando suoli impermeabilizzati.

L’obiettivo è quello di avere dati ben chiari sull’utilizzo di quanto costruito e di che utilizzo se ne fa, spiegando all’amministrazione e all’opinione pubblica quanto il consumo di altro suolo sia inutile, date le molte aree ed appartamenti inutilizzati per diversi motivi. Il comune avrà così modo di elaborare un piano di recupero di questi immobili».

Il Meetup Movimento Corato 232 ritiene che tale “censimento del cemento” sia «di fondamentale importanza per valutare e monitorare correttamente le prossime scelte politiche sul territorio al fine di garantire una maggiore attenzione verso il fenomeno del consumo di suolo e lo sfruttamento del nostro paesaggio bene comune da difendere e valorizzare».

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