“Dialetto che parli, paese che scopri”, con i bambini si torna alle origini. Le foto

La Redazione
“Dialetto che parli

Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli alunni dell’istituto comprensivo “Imbriani-Piccarreta”

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Sabato sera la biblioteca comunale ha ospitato la seconda edizione dell’iniziativa intitolata “Di(a)lettiamoci Dialetto che parli, Paese che scopri” inserita nel calendario dell’Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia ideatrice e promotrice della giornata del dialetto e delle lingue locali).

Il parere dell’insegnante
«E’ importante accostarsi al dialetto senza pregiudizi, apprezzarlo per il suo essere sedimentazione di storia, arte, cultura, tradizione, soprattutto in una regione come la Puglia dove il passato ha lasciato tracce soprattutto nelle varie parlate regionali». Sono queste le parole con cui si è il concluso l’intervento introduttivo della docente Maria Lina Tarricone esperta di linguistica, insegnante dell’Istituto comprensivo Giovanni XXIII-Battisti di Corato. 

I protagonisti
Protagonisti dell’evento, organizzato in partnership dalla Pro Loco Quadratum e dall’Associazione culturale e ambientale “LaPiscara”, sono stati gli alunni dell’istituto comprensivo “Imbriani-Piccarreta” guidati dalle insegnanti Anna Bucci, Anna Strippoli e Lucrezia Colucci.

L’iniziativa ha previsto anche quest’anno il coinvolgimento di autori, compagnie teatrali e realtà associative del nostro territorio che hanno una particolare predilezione per tutte quelle attività finalizzate a salvaguardare e tutelare il nostro grande patrimonio popolare che è il dialetto.

A moderare l’incontro Gerardo Strippoli, presidente della Pro Loco Quadratum e scrittore di svariati testi in vernacolo. Durante la serata si sono intervallati gli interventi della docente Grazia Montanari autrice di poesie in vernacolo andriese, degli attori della Compagnia Teatro Nuovo di Canosa di Puglia e degli autori coratini Felice Strippoli e Sabino Zaza.

I ringraziamenti
Il presidente dell’associazione La Piscara Nicola Miracapillo e i soci ringraziano Gerardo Strippoli, La Pro Loco Quadratum e le istituzioni presenti per aver reso possibile tale iniziativa che può avere continuità nel mese di maggio con la realizzazione della rassegna: “Benedette Tra-dizioni: valorizzare il dialetto e il territorio attraverso il culto del Santo patrono”. 

Si presterà una particolare attenzione alla valorizzazione del territorio attraverso tutto ciò che tramite versi, canzoni, testi riguarda la vita e le opere del santo patrono delle città aderenti, senza tralasciare, ovviamente dei riferimenti spirituali e storici riguardo agli stessi.

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Commenti

  • salvatore di gennaro (utente non verificato)

    Il dialetto è importante, ed è giusto valorizzarlo. Ma secondo me, data la particolare esperienza di vita che mi ha visto nascere e crescere al nord, vivere per quarant’anni al centro, trascorrere l’ esistenza da pensionato al sud, ciò che differenzia e caratterizza, di conseguenza, gli abitanti delle varie regioni è la cadenza e il timbro nei loro dialetti: pratici ed incisivi al nord, flemmatici ed essenziali al centro, contenuti e riservati al sud. L’Italia è troppo lunga e nulla hanno da spartire uno di Bressanone con uno di Canicattì specie ora che, con la rapidissima ed incessante trasformazione etnica, non esiste nemmeno più il concetto di “salvaguardia della Patria comune”.