All’Oriani la “Notte nazionale del liceo classico”. Foto e videointervista

All'Oriani la "Notte nazionale del liceo classico"

«Il liceo classico è una ricchezza, un patrimonio. Con questa iniziativa abbiamo provato ad avvicinare tutti alla cultura» commenta Alessandro Vallarelli, uno dei rappresentanti di istituto dell’Oriani

1 commenta

L’Agorà Felice Tarantini è diventata davvero piccola per gli studenti del liceo classico, troppo stretta per accogliere quanti hanno voglia di ascoltarli e applaudirli. La dimostrazione più recente si è avuta ieri sera, in occasione della “Notte nazionale del liceo classico”.

Il liceo “Oriani” ha aderito all’iniziativa per il secondo anno consecutivo: «nel 2015 non eravamo tanti licei – ricorda la dirigente Angela Adduci – mentre quest’anno siamo 235 in tutta Italia. L’idea è stata lanciata da un docente del “Gulli Pennisi” di Acireale che ha percepito il malessere di tanti rispetto al ridimensionamento dei licei classici. Da qui la realizzazione di una manifestazione che potesse contenere tutta la creatività e la cultura che un liceo classico riesce a far emergere nei ragazzi».

«Il liceo classico è una ricchezza, un patrimonio. Con “La notte del liceo classico” abbiamo provato ad avvicinare tutti alla cultura» commenta nella video intervista Alessandro Vallarelli, uno dei rappresentanti di istituto dell’Oriani.

E’ lui stesso a condurci tra i vari allestimenti realizzati dai ragazzi, nei “musei viventi”, tra le mostre, all’ascolto di poesie e canzoni, a rivivere alcune delle più belle pagine del teatro greco. E per finire nel simposio e nel gineceo.

«Abbiamo provato a ricreare il luogo in cui trascorrevano il loro tempo le donne dell’antica Grecia» spiega Annarita, una delle studentesse della terza B che hanno realizzato l’allestimento «con l’ausilio del prof. D’Ercole e della scuola che sempre sostiene i suoi studenti».

Su indicazione del liceo “Gulli Pennisi”, anche l’Oriani ha declinato il tema proposto: il mito classico.

«I ragazzi si sono impegnati molto ma senza trascurare lo studio. Hanno unito il mondo classico a quello moderno dimostrando come il valore dell’uomo sia qualcosa di universale.

E’ emerso il loro grande amore per la realtà dell’uomo e dei suoi ideali. Spero – conclude la dirigente Adduci – che questa generazione possa continuare ad avere la forza, il coraggio e la lealtà degli antichi. La scuola deve dare continue occasioni agli studenti perché coltivino la possibilità di essere protagonisti del loro futuro».

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!