Assunzioni Asipu, “no” della maggioranza alla «commissione speciale d’inchiesta»

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Sotto la lente d’ingrandimento della commissione ci sarebbero state le graduatorie stilate dal Centro per l’impiego e dai Servizi sociali, come pure le «300 unità» di cui l’Asipu ha «previsto l’assunzione per il prossimo biennio»
È finita tredici a otto. Si è chiusa così, con il pallottoliere a favore della maggioranza, la partita sull’istituzione di una «commissione speciale d’inchiesta» relativa alle «assunzioni all’Asipu negli anni 2014-15». La proposta avanzata dalle opposizioni ha acceso gli animi e fatto registrare frizioni e polemiche, nel consiglio comunale del 30 dicembre scorso e nei pensieri del Sindaco. Forse più del dibattito sui debiti fuori bilancio su cui le schermaglie erano da più parti annunciate.
I consiglieri di Ape, Io e Renato, Pd, Un Cantiere in Comune –ì- come previsto dall’articolo 24 del regolamento sul funzionamento del consiglio – avevano chiesto l’istituzione di una delle commissioni speciali previste per «verificare le modalità di assunzione dei lavoratori interinali» nell’ultimo biennio. Ancora, la commissione avrebbe dovuto verificare «la durata dei singoli rapporti di lavoro»</em>; «i costi di avviamento al lavoro, incluso il corrispettivo per la società di gestione del lavoro» e quelli da sostenere «con altre formule di assunzione»</em>; il «tipo di formazione dei lavoratori»; «l’incidenza numerica e percentuale delle assunzioni dalle liste da cui ad oggi si è attinto».
Il tutto – come si legge nel documento bocciato dalla maggioranza – «alla luce dell’incremento del numero di assunzioni interinali» fra il 2014 e il ’15, «anche in concomitanza con la raccolta differenziata porta a porta», e «viste le doglianze manifestate da cittadini sulle modalità di selezione del personale». Sotto la lente d’ingrandimento della commissione ci sarebbero state le graduatorie stilate dal Centro per l’impiego e dai Servizi sociali, come pure le «300 unità» di cui l’Asipu ha «previsto l’assunzione per il prossimo biennio», si legge ancora.
Il dibattito. Dai banchi del centrodestra s’è subito levata la voce di Pasquale Pomodoro (CoR). «Inchiesta per che cosa?», ha domandato, prima di ricordare ai firmatari che «ciascun consigliere nell’esercizio delle sue funzioni» può chiedere «gli atti e i documenti disponibili». Il consigliere fittiano ha visto la proposta come fumo negli occhi – «È negativo parlare di commissione d’inchiesta», dirà – e indicato la «commissione preposta» (Urbanistica e Ambiente, ndr) come «il luogo deputato» a discuterne. Non ha mancato di bollare l’istanza come «il solito copione», perché «sembra che qua ci sia una massa di persone che cerca di nascondere tutto per fare l’interesse di qualcuno». «Avete il malverme», ha tuonato.
Renato Bucci, dal canto suo, ha rintuzzato l’annunciato voto contrario con una citazione dello stesso Pomodoro: «Una volta dicesti: “acqua netta non teme tuoni”. Questa volta mi sa che li teme» ha detto il fondatore del Cantiere, disponibile a riformulare la proposta come «Commissione speciale di valutazione», dopo aver specificato che quello è il nome che il regolamento assegna all’organo richiesto e che nulla c’entrano «le inchieste di tipo giudiziario». L’ex sindaco ha aggiunto che non si tratta di «una lama conficcata in chissà quale onorabilità dell’amministrazione», pur facendo salve le sue «ampie riserve sul servizio».
La proposta garantirebbe, secondo Bucci, un «lavoro d’equipe condiviso e la possibilità di dialogo non affidata all’iniziativa del singolo consigliere». Nelle intenzioni delle opposizioni quella commissione sarebbe la sede più opportuna per discutere «l’assunzione in pianta stabile di 30-40 persone», lasciando al lavoro interinale «solo le esigenze occasionali». Il rischio paventato da Bucci è che «le 300 unità previste» possano diventare «una sorta di incontrollabile metodo di arruolamento» anche «a prescindere da ogni malafede». Pertanto, secondo Bucci, la commissione proposta sarebbe solo «un organo di controllo tipico dei sistemi democratici» e non una ragione per «scandalizzarsi».
Le altre voci in campo. Nel solco tracciato da Bucci e Pomodoro si sono mossi gli altri consiglieri in campo. Se Valeria Mazzone (Cantiere) ha ribadito «che la commissione serve ad affrontare la questione tutti insieme, se non si hanno scheletri», Angelo Amorese (Città nuova) ha dichiarato che una commissione d’inchiesta andrebbe istituita solo «quando ci sono gravi motivi». Opinione che ha portato Bucci a ribaltare il tavolo: «La ragione grave non è per avere la commissione, ma – ha detto – per negarla. Qual è il motivo grave?».
Per l’Ncd, Sergio Tedeschi ha proposto di rimettere gli approfondimenti richiesti a una seduta comune delle commissioni Ambiente e Servizi sociali, da celebrare a porte chiuse, perché se da un lato «qui stiamo buttando solo fango», in quella sede «i consiglieri sono tenuti al segreto». Il passaggio è stato salutato dal brusio del pubblico in sala, a cui Tedeschi ha replicato con un secco: «Andate a spasso», rivolto ai cittadini presenti, accusati dalla maggioranza di essere una claque.
Invece, per Tommaso Loiodice (Pd) la commissione sarebbe «un’occasione per la maggioranza», perché «se dovesse essere un flop, sarebbe un flop tutto delle minoranze». Inoltre, una commissione speciale – «chiamatela come volete», dirà – consentirebbe di «sgombrare il campo da qualsiasi dubbio». Franco Caputo (Fi), come i colleghi di maggioranza, ha stigmatizzato la proposta come una «richiesta strumentale»</em>; del tema – ha ricordato – si sarebbe occupata la «commissione preposta». Resta uno spiraglio: «Verifichiamo le lamentele, se ci sono la facciamo».
Un botta e risposta fra Luigi Musci (Mov. Schittulli) e Fabrizio Ventura (Io e Renato) ha chiuso il dibattito. «Siamo in un teatro, anzi in un circo», il primo; «Al circo ci sono gli animali ammaestrati, e non mi pare che ce ne siano qui», il secondo.
Prima del voto, a Pomodoro è stata affidata la sintesi della maggioranza: una risposta scritta alle domande a cui avrebbe dovuto rispondere la commissione proposta; poi il dibattito nella commissione preposta, già presieduta da un consigliere di minoranza (Loiodice, ndr). È finita tredici a otto. Ha prevalso la ragione dei numeri.
Commenti
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E vuoi vedere che adesso il signore di Corato ed i suoi servi sciocchi devono dar conto di come vengono utilizzati i soldi dei cittadini.
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Vuoi vedere che per fare le assunzioni questi signori dovrebbero rivolgersi all’agenzia dell’impiego. CHE ASSURDA PRETESA DA PARTE DEI CITTADINI, VOLER CONOSCERE COME VENGONO IMPIEGATI I LORO SOLDI.







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