L’eco-Natale del Palazzo di città: «Un presepe che va oltre». Le immagini

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Nel chiostro del Comune un presepe realizzato dagli studenti dell'artistico con materiali di recupero. Un “compito in classe” che ha visto sui banchi non carta e penna ma cinque tonnellate di legname, vecchi mobili, persiane e sedie
Anche il Natale diventa un momento di riflessione sul tema del rispetto dell’ambiente. E’ la scelta fatta dall’amministrazione per il 2015, il linea anche con la logica della “Laudato sì” di Papa Francesco. Un modo per aiutare l’uomo a cambiare la propria idea sul concetto di rifiuti, a vederli come risorse e non come oggetti senza valore. Lo stesso atteggiamento con cui, a volte, si guarda all’uomo.
Con la forza di questa idea, oggi alle 5 del mattino, quando la luna era ancora alta, il portone del palazzo di città si è spalancato su quel “tappeto” stellato che accoglie Giuseppe, Maria e Gesù bambino.
I primi visitatori sono stati alcuni rappresentanti dell’amministrazione, gli uomini della polizia municipale e i volontari delle associazioni di pubblico soccorso. I cittadini hanno tardato un po’ per arrivare.
«Questo è un eco-Natale – commenta il sindaco Massimo Mazzilli – un messaggio di fratellanza attraverso la cura del territorio, attraverso la riduzione dei rifiuti prodotti, la differenziata e il riciclo. Gli alunni del nostro Liceo artistico, e con loro anche i docenti, hanno interpretato al meglio il messaggio, lavorando sodo con la mente e con il corpo per donarci questa Natività».
Quello realizzato dai ragazzi del Liceo Artistico “Federico II Stupor Mundi” è un presepe davvero molto speciale, frutto del riuso di materiali di recupero. Un “compito in classe” che ha visto sui banchi non carta e penna ma cinque tonnellate di legname, vecchi mobili, persiane e sedie, che l’azienda Asipu ha scaricato in cortile.
«Un compito affascinante – scrivono dal Comune – portato avanti con la voglia di creare “cose semplici da cose semplici”, mettendo in campo energie straordinarie in un progetto che ha due elementi di partenza: il cervello e il cuore. Così un’idea diventa una scena reale, e traccia il cammino verso il Natale.
Quest’anno il chiostro del Palazzo di Città diventa dunque il luogo ideale in cui soffermarsi, come i bambini e con i bambini, affinché si possa comprendere l’importanza del riciclo e del riuso creativo, affinché si possa comprendere che nessun materiale merita di essere gettato in un cassonetto della spazzatura e che sta a noi dargli una nuova opportunità di vita, una nuova collocazione nel mondo, ma anche per attuare buone prassi sulla tematica ambientale come ci viene richiesto anche dalla Regione Puglia al fine di ottenere riduzioni sulla ecotassa.
Un’opera talmente particolare da scatenare immediatamente il dibattito, con relativi pro e contro. Realizzare un’opera partendo da materiali nuovi di fabbrica può essere relativamente semplice.
L’idea creativa si affianca alla scelta di materiali e alle tecniche più moderne che plasmano la materia e consentono di assemblarla secondo le scelte del progettista. E’ semplice. Recuperare i materiali post consumo è difficoltoso: gli oggetti sono stati ideati e realizzati per uno scopo primario. Nessuno poteva pensare al riuso al momento della loro realizzazione. Qui si cimenta l’estro artistico degli autori. Il risultato è l’esaltazione del razionalismo e del funzionalismo. Riciclare lo è.
Riconducendosi ai costi, dobbiamo ricordare che la sostenibilità si confronta, non solo con i costi economici, ma, soprattutto, con i costi ambientali. In questo caso, garantita la copertura delle spese vive, i costi ambientali sono praticamente nulli. Chi non è avvezzo a queste discipline non sa cosa si celi dietro queste opere: i ragazzi hanno avuto l’opportunità di sperimentare la loro creatività e le loro conoscenze, citando Enrico Baj e Riccardo Dalisi, non senza pensare che anche Arcimboldo aveva creato natura con natura, probabilmente ambientalista ante litteram.
La Natività è una luce, una speranza, come la creazione di cose semplici con le mani di giovani artisti che lavorano con materiali di recupero. La Natività è una luce anche sullo stile di vita, personale e collettivo, più parsimonioso, più pulito, più inserito nei cicli naturali, che sa distinguere tra i bisogni reali e quelli imposti. E’ una scelta di campo quella di ridurre, riutilizzare, riparare, riciclare. Rivivere, attraverso l’arte».
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