Da oggi si va alla scoperta delle “Memorie dal Sottosuolo”

La Redazione
Via La Pergola 11

Un percorso d’arte contemporanea allestito nei sotterranei di piazza Sedile e un concerto in cui «il linguaggio musicale della tradizione meridionale dialoga con il linguaggio visuale contemporaneo»

1 commenta

Si inaugura oggi alle 19 la mostra “Memorie dal Sottosuolo”, un percorso d’arte contemporanea allestito nei sotterranei di piazza Sedile. In mostra le opere di 14 artisti, pugliesi e non, che daranno vita a un’immersione sensoriale negli spazi nascosti di una Corato ancora inedita.

L’iniziativa, organizzata dall’associazione Lavorare Stanca, con il patrocinio del Comune di Corato, Forum dei Giovani e Accademia di Belle Arti di Bari, punta a creare una profonda relazione tra l’arte e i luoghi.

«Memorie dal sottosuolo non è un evento archeologico, ma spirituale. Non è un esplorazione della Corato sotterranea, ma un percorso artistico in dialogo con il luogo in cui si svolge. Non c’è un itinerario da seguire, solo umori da assecondare. Non ci sono concetti particolari da capire, ma buio, luci e suoni da attraversare. Infine: non ci saranno visite guidate: lasciatevi guidare dal caso e dalle vostre percezioni» annunciano gli organizzatori cogliendo l’occasione per rigraziare la famiglia Di Bari-Mastromauro per la concessione degli spazi.

Il vernissage è previsto alle 19, l’ingresso è gratuito ma disciplinato per ragioni di sicurezza. Ci sarà spazio per tutti visto che la mostra proseguirà fino al 6 gennaio. L’entrata è da via La Pergola 11, la strada che congiunge via Roma con via Chiesa Matrice.

Alle 20.30, l’inaugurazione prevede un momento musicale che, anche in questo caso, si configura come un esperimento artistico: nel chiostro di palazzo Gioia, suoneranno i Damadakà, formazione napoletana composta da sette strumenti di musica tradizionale, accompagnati dalle luci e dalle linee dei Dual Bit.

«Non un “concerto di Natale” ma una ricerca sul sacro: il linguaggio musicale della tradizione meridionale dialoga con il linguaggio visuale contemporaneo: suoni, luci e prospettive tra le architetture di un antico palazzo.

Tutto si svolgerà dal vivo – precisano da Lavorare stanca –. L’ensemble dei Damadakà, che da anni compie ricerche sulle tradizioni musicali del Sud Italia, porterà a Corato i tipici strumenti della tradizione: chitarra battente, ciaramella, fisarmonica, mentre i giovani Dual Bit, nella semioscurità del palazzo, proporranno giochi di luce e composizioni prospettiche realizzate in diretta. Un esperimento inedito di commistione e contagio tra epoche e linguaggi».

L’ingresso è libero, fino a esaurimento posti.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!