E’ nata “LuceChiara”: «Dal ricordo al business per dare speranze a giovani e malati»

Chiara Simeone

E’ il frutto di quel "circolo d'amore" in cui ha vissuto Chiara Simeone – amata docente dell'Ipc Tandoi mancata il mese scorso dopo una lunga malattia – prima di salutare per sempre chi l'ha conosciuta

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«L’11 dicembre alle 9.57 è nata LuceChiara». Sembra trattarsi di una bimba, e in fondo lo è. “Leggera” come un foglio di carta eppure alta da qui giù fino all’infinito. E’ il frutto di quel “circolo d’amore” in cui ha vissuto Chiara Simeone – amata docente dell’Ipc Tandoi mancata il mese scorso dopo una lunga malattia – prima di salutare per sempre chi l’ha conosciuta.

LuceChiara è nata difronte al notaio. A “portarla in grembo” è stato Roberto Pagani, marito della Simeone: «volevo creare un’associazione che di mia moglie avesse il nome e il sogno più profondo: esistere per dare speranze concrete a giovani e malati oncologici».

Per questo LuceChiara sarà presto una «officina di speranza», luogo di azione e non solo di ricordo. «Vogliamo far nascere un’impresa sociale che crei profitto “sfruttando” il mercato londinese. Grazie a Chiara ho deciso di passare dalle società per azioni ad una “società per l’azione”» chiarisce Roberto.

Un’idea in parte già ben definita: «vendere a Londra prodotti legati all’enogastronomia coratina e pugliese scelti secondo i principi di sostenibilità e tradizione. Far lavorare in questa realtà i giovani di Corato e le aziende produttrici che esporterebbero i prodotti». Un motore economico in cui gli utili non saranno mai divisi tra i soci ma reinvestiti per gli obiettivi di LuceChiara, in primis negli aiuti ai malati ontologici.

«Chiara – racconta Roberto – ha combattuto la sua lotta contro il cancro affiancando alle cure canoniche le terapie olistiche e un serio cammino spirituale. Ha coltivato così la forza interiore che è diventata fonte di luce per tanti. Grazie a lei ho capito che dalla malattia può nascere anche qualcosa di buono. Con LuceChiara vogliamo diffondere proprio questo messaggio di speranza e trovare anche il modo per essere vicini a chi scopre la malattia e si sente perso».

Domenica sera LuceChiara si è presentata alla città, in chiesa Matrice. Lo ha fatto attraverso la voce di Amelia Milella e del suo coro gospel “Black & Blues” diretto dal maestro Gaetano Pistillo. Con loro è stato possibile rivivere le note e le atmosfere del matrimonio di Chiara e Roberto. Come quel giorno c’erano parenti, amici, alunni e colleghi. Tra loro sono in 15 ad aver fondato LuceChiara, tra Corato, Ruvo, Andria e Trani. Questo basta già a dire quanto l’associazione sia “un ponte”, di speranza ma anche di concretezza.

Un’associazione che dimostra la bontà dei semi che Chiara ha consegnato ai suoi studenti. Fra loro Alba Tandoi, scelta da Roberto come vicepresidente: «Noi abbiamo avuto la grande fortuna di incontrare Chiara e ora ci tacca trasmettere i suoi messaggi. Non sarò mai brava quanto lei ma darò il massimo di me stessa per donare ai miei coetanei un po’ di ciò che era la nostra prof. I progetti di Roberto sono grandiosi».

A dare sostegno al progetto, oltre che alla famiglia, domenica ci sono stare anche Angela Quinto e Angela Povia della Fidapa: amiche vere oltre che socie. E poi il vicario don Peppino Lobascio «sacerdote dalla splendida umanità, volto di una chiesa che spalanca le sue porte» come lo definisce Roberto Pagani.

E per finire Gerardo Strippoli della Pro Loco con un’altra decisione già presa: «Chiara è sempre stata vicina alla nostra associazione e alla promozione della nostra terra e dell’arte. A partire dal 2016 il premio che Chiara ha istituito in nome di suo padre per gli artisti de “Il Pendio” sarà intitolato anche a lei».

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