In 350 a cena in chiesa Matrice, cresce l’attesa per il 23 dicembre

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E' la "Cena della solidarietà" presentata questa mattina, nella sala verde del Comune, insieme al "Concerto di Natale". Entrambi gli appuntamenti sono targati Despar
“Sotto l’albero” di Despar quest’anno ci sono un “Concerto di Natale”, con l’Orchestra sinfonica della Città Metropolitana di Bari, e una cena con i volontari della Caritas e le persone di cui si prendono cura.
Due appuntamenti in programma il 23 dicembre, con un unico obiettivo: «vogliamo ricambiare la fiducia e la fedeltà che da sempre i cittadini ci danno – precisa Pippo Cannillo, presidente e amministratore delegato del gruppo Maiora –. Con Despar operiamo in Puglia, Basilicata, Campania e Calabria ma il cuore delle nostre attività, la nostra sede centrale, è qui a Corato».
Questa mattina, nella sala verde del Comune, le due iniziative sono state presentate alla stampa direttamente dai protagonisti introdotti da Grazia De Gennaro (ufficio stampa Maiora). «Un gradito ritorno al comunale» quello del violinista Giovanni Castro, uno degli archi dell’Orchestra. «Il vostro è un bellissimo teatro, dovete esserne orgogliosi – commenta – e siamo lieti di salire sul quel palco così come fu per la serata di inaugurazione».
Una lieta coincidenza visto che il sipario del Comunale si è riaperto esattamente il 23 dicembre di tre anni fa.
«Questa volta presenteremo un programma natalizio molto cangiante, in una veste nuova – anticipa Castro – e saremo diretti dal maestro Cettina Donato eccellente musicista compositrice, nata in Sicilia ma che ha esteso le sue esperienze in America». Con l’Orchestra risuoneranno al Comunale anche le voci di Luciana Negroponte, Giuseppe Del Re e dei Jubilee Gospel Singers. Ingresso gratuito alle 20, sipario 20.30.
Il messaggio che passerà attraverso i brani eseguiti ben si abbina con la cena che – contemporaneamente – si svolgerà all’interno della chiesa Matrice.
«A tavola siederemo in tanti, circa 350 persone» spiega don Peppino Lobascio, vicario zonale. Un numero che giustifica il desiderio che don Peppino ha manifestato a Pippo Cannillo: «gli ho detto che volevo fare qualcosa per mettere insieme le Caritas delle parrocchie e la sua risposta è stata immediata».
La cena si farà in chiesa Matrice perché «dobbiamo dare un segno forte: questa è la Chiesa che non ha paura di aprire le sue porte e mettere l’umanità al centro. A Roma come in tante altre diocesi – riflette il vicario – queste esperienze sono realtà da tanto. Anche il Comune ci è accanto: ci darà sedie e tavoli necessari.
A tavola siederanno persone di religioni diverse e il cibo farà attenzione alla sensibilità di tutti. Le emergenze sociali sono cambiate rapidamente in questi anni. Un tempo alle nostre Caritas si avvicinavano soprattutto immigrati ormai residenti in città. Oggi sono sempre di più i coratini. Il fatto che il Centro aperto diamoci una mano ogni giorno prepari e distribuisca pasti caldi per oltre quaranta persone la dice lunga».
E riguardo ai luoghi in cui realizzare le iniziative pare che alcuni commenti siano arrivati anche al sindaco Massimo Mazzilli. «Ho sentito voci che hanno criticato la scelta di aver concesso la sala verde per questa conferenza – ammette il primo cittadino – e invece io sono qui a confermare questa disponibilità e ad augurare alla città che tanti altri imprenditori ci facciano richieste di questo genere: in un momento in cui sempre più persone ci domandano come fare a “mettere un piatto a tavola” non possiamo non accogliere chi, come Maiora, si mette a loro disposizione. In fondo don Peppino sta facendo quello che facciamo anche noi, sta aprendo la Chiesa a iniziative “che non ti aspetti”. Tutto questo dà fiducia ai cittadini, fa capire che c’è dialogo».
E riguardo al teatro, Mazzilli non si è risparmiato una precisazione: «l’utilizzo è stato concesso secondo regolamento previa pagamento della tariffa stabilita. Alla città restano invece due grandi e belle opportunità da cogliere oltre che un esempio da seguire. A breve inaugureremo palazzo Gioia, e speriamo in una certa vivacità dei nostri imprenditori».
Una “medaglia sul petto” per il Gruppo Cannillo, dunque, che già vanta una lunga lista di attività rivolte al sociale. A citarle è Luigi Peschechera, direttore acquisti e marketing Maiora: «gli appuntamenti del 23 – ha detto – si aggiungono al nostro impegno con le “Collette alimentari”, al sostegno alla Lega del filo d’oro, ai progetti pensati per la salute dei bambini, più precisamente per la prevenzione del diabete, e alla scontistica per chi ha maggiore difficoltà».
Commenti
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Si, va bene. Ammirevole la dedizione delle persone interessate al progetto, lodevoli le parole di circostanza, pronunciate nel corso di decine di altre iniziative del genere. Ma non è che si possono risolvere i problemi solo con il volontariato e la buona lena dei privati: è un Paese, questo, dove ci saranno migliaia di persone, quella sera, che mangeranno più o meno decentemente mentre poche altre, mandate a comandare proprio da molti di quelli che giornalmente si accontentano, ceneranno con caviale, aragosta e champagne. La cosa certo non turba nessuno, data ormai l’abitudine alla rassegnazione. Io invece, rimango sempre sconvolto per come la gente possa permettere l’esistenza di due realtà antitetiche, per come abbia sempre sbavato dinanzi ai discorsi umanitari e ugualitari di chi vive in un palazzo che ci costa più di qualunque altra residenza presidenziale del mondo civile.







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