Il Castel del Monte vola al MoMa di New York

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Sempre maggiore, dunque, il prestigio che il castello, simbolo della città di Andria, sta assumendo nel panorama internazionale: l'obiettivo dell'iniziativa della Rai è di promuovere e valorizzare l'immagine dell'Italia
Che il Castel del Monte fosse internazionalmente conosciuto e riconosciuto, lo sapevamo già: dal 4 dicembre, attraverso il cinema, il maniero federiciano entrerà anche a far parte della collezione permanente del Moma, il Museum of Modern Art di New York grazie al film “Il racconto dei racconti”, girato in parte nel castello.
Rai Cinema, infatti, ha voluto che il film di Matteo Garrone, uscito nella scorsa primavera sullo sfondo della Murgia nostrana, fosse tra le 10 pellicole che l’Italia donerà al Museo per la rassegna che sarà inaugurata proprio il 4 dicembre dal titolo “Italian Film, 21st-Century Style: A Tribute To Rai Cinema”.
La presentazione al Moma del film sarà anche l’anteprima per la proiezione nelle sale cinematografiche americane, prevista dal prossimo marzo.
“Il racconto dei racconti” si propone come un grande affresco in chiave fantastica del periodo barocco, raccontato attraverso le storie di tre regni e dei loro rispettivi sovrani, in cui il Castel del Monte svolge la funzione di ambientazione d’eccezione, con atmosfere rarefatte e magiche.
Girato in lingua inglese, il film ha per protagonisti grandi nomi del cinema internazionale: Salma Hayek, Vincent Cassel, Toby Jones e John C. Reilly, con la partecipazione di Alba Rohrwacher e Massimo Ceccherini. Per il regista, autore anche della sceneggiatura insieme a Massimo Gaudioso, Ugo Chiti e Edoardo Albinati, si tratta del suo primo film in inglese e in costume, oltre ad essere la sua prima produzione girata in Puglia.
Sempre maggiore, dunque, il prestigio che il castello sta assumendo nel panorama internazionale: l’obiettivo dell’iniziativa della Rai è di promuovere e valorizzare l’immagine dell’Italia e della sua creatività all’estero attraverso il cinema. La speranza è che i turisti, attratti da tutta questa pubblicità, non badino ai rami spezzati, alla spazzatura abbandonata e alle strutture fatiscenti che circondano, purtroppo, quello che l’UNESCO ha definito “patrimonio mondiale dell’umanità”.
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