La Fondazione Di Vagno incontra il sindaco: «Aiutiamo la città a capire chi è “il gigante buono”»

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La proposta: «Organizzare un evento di contenuto culturale e storico per far conoscere alla città e ai firmatari dell'appello Di Vagno e il contesto nel quale il nascente fascismo progettò e realizzò il brutale assassinio»
Oltre all’arte, c’è chi difende la memoria storica del “gigante buono” ritratto da Gomez sul murale “Oltre il velo” che troneggia nella vecchia “piazza del pesce”. E’ la Fondazione intitolata a Giuseppe Di Vagno, primo deputato socialista al parlamento nazionale rimasto vittima della violenza fascista nel 1921.
Attenta al murale fin dal primo giorno della sua comparsa sui giornali, la Fondazione non ha potuto fare a meno di seguirne le vicende. Così ieri il presidente Gianvito Mastroleo, insieme a Giuliano Maroccini, ha incontrato il sindaco Mazzilli per un approfondimento sul destino dell’opera realizzata «nell’ambito del Festival organizzato dai bravissimi giovani di Lavorare stanca, e la cui sottoscrizione per la conservazione ha visto molte migliaia di partecipanti» scrive la fondazione dal proprio profilo Facebook.
«L’incontro – proseguono – è stato interlocutorio e il sindaco ha assicurato che fermo restando che il programma dell’amministrazione (finanziato con fondi europei) non può subire modifiche sostanziali, e prendendo atto della novità, cui non può non essere dedicata attenzione, si starebbe studiando una soluzione che possa assicurare all’opera la migliore visibilità possibile. L’opera, dunque, non verrà cancellata».
Il riferimento è all’edificio che sarà costruito innanzi al murale e che riprodurrà la facciata dell’antico palazzo Ducale coprendo di fatto l’opera di Gomez.
Il presidente della Fondazione ha «proposto al Sindaco di realizzare – con il migliore coinvolgimento possibile del Comune – un evento di contenuto culturale e storico per meglio far conoscere alla Città e ai firmatari dell’appello la figura di Giuseppe Di Vagno e il contesto nel quale il nascente fascismo progettò e realizzò il brutale assassinio. Il convegno potrebbe svolgersi ai primi del prossimo anno».
La Fondazione è nata per impulso di un gruppo di giovani intellettuali dell’area Socialista non impegnanti organicamente nel Partito, fu formalmente costituita alla fine degli anni ’70 con finalità esclusivamente culturali.
Negli anni ’70-’80 ha svolto studi e ricerche sui movimenti bracciantili e migratori nella Puglia degli inizi del secolo scorso. Inoltre sono state realizzate, e sono ancora in corso, importanti iniziative culturali e storiografiche fra cui: l’Archivio storico dei socialisti di Puglia.
La Fondazione intrattiene intensi rapporti di cooperazione con tutte le altre istituzioni culturali presenti in Puglia, con l’Università degli Studi di Bari, in particolare con quelle con le quali anche per affinità culturali svolge azioni positive, come l’istituto pugliese per l’antifascismo e la Storia contemporanea e la Fondazione Gramsci di Puglia.
Commenti
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Non credo che qualcuno si permetterà di attribuire all’ “intero islamismo” ciò che è accaduto ieri a Parigi, ritenendo invece i giovani responsabili dell’eccidio, dei “fanatici islamici” (spero di aver reso l’idea). Parlare, dopo settant’anni dalla caduta, ancora del “ventennio”, significa non rispettare un’intera generazione, considerata un’ “emerita deficiente”, che ha seguito, quasi “in toto”, coscientemente e devotamente Mussolini. Ma significa anche disprezzare quelle centinaia di migliaia di soldati morti in guerra, credendo (o obbligati a farlo dalle circostanze) di essere nel giusto. E’ chiaro che poco ne sanno di Storia, i riesumatori di anacronistici concetti nè, come gli struzzi, vogliono vedere la tristissima realtà che li circonda. E’ questa che dobbiamo cambiare. E invece, come già esposto, al Sud si stanno solo ad ammirare i “prodigi” del centro-nord.







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