Il commento di “Gocce”. Nunzio Calò: «L’ordinanza del giudice crea un importante precedente»

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«Intanto quest'anno scolastico, nonostante siano trascorse più di sei settimane dal suo inizio, non ha ancora registrato l'attivazione del servizio per nessuno degli alunni disabili che ne hanno diritto» sottolinea Calò
«L’ordinanza crea un importante precedente. Intanto quest’anno scolastico, nonostante siano trascorse più di sei settimane dal suo inizio, non ha ancora registrato l’attivazione del servizio per nessuno degli alunni disabili che ne hanno diritto».
Nunzio Calò, presidente di “Gocce nell’Oceano onlus” – l’associazione di cui è socio il bimbo disabile protagonista dell’assistenza scolastica negata – commenta la decisione del giudice e illustra le prospettive future per coloro che si dovessero trovare in condizioni analoghe.
«Ho avuto modo di leggere la recente ordinanza del Tribunale di Trani che ha condannato il Comune di Corato ad assicurare l’educatore a un bimbo di 5 anni, frequentante una delle scuole dell’infanzia della città, che ne aveva, stando alla documentazione in possesso dei suoi genitori, associati alla onlus che presiedo, tutti i diritti» scrive Calò.
«Si tratta di un bambino con diagnosi di autismo al quale, senza alcuna giustificazione plausibile, il Comune di Corato non aveva assicurato il servizio lo scorso anno scolastico, nonostante il gruppo di lavoro per il suo inserimento scolastico (GLHI), formato anche da rappresentanti del Comune, oltre che da insegnanti, terapisti e consulenti della famiglia, avesse previsto come necessaria la figura dell’educatore per ben 12 ore settimanali.
A onor del vero sono rimasto abbastanza stupito dalle eccezioni sollevate in giudizio dall’Amministrazione Comunale, chiamatasi a difendere in una procedura attivata dalla famiglia con urgenza, visto che i danni che può causare tale carenza possono essere molto importanti. Tuttavia tali eccezioni hanno dato modo al Giudice di suggellare in un atto di natura giurisprudenziale alcuni princìpi più volte richiamati da noi genitori quelle volte in cui siamo invitati a parlare. E cioè che la previsione di ore di assistenza nel Piano Educativo Individualizzato (il documento che stabilisce il progetto da attivare per rendere proficuo l’inserimento scolastico dell’alunno disabile) crea un “diritto soggettivo” in capo all’alunno.
Diritto che la presunta mancanza di fondi da parte del Comune non affievolisce affatto. Così come non può essere affievolito da quelli che sono stati spacciati in giudizio come successivi accordi con i dirigenti scolastici (che invece combattono la stessa battaglia delle famiglie in tema di assistenza scolastica). Peraltro il servizio era stato negato in un contesto in cui era stato invece assicurato ad altri. Creando una antipatica e ingiustificata situazione di discriminazione.
L’ordinanza, quindi, crea un importante precedente non solo per le famiglie di alunni disabili coratine, ma anche in tutti quei casi più o meni diffusi sul territorio in cui le amministrazioni, anziché onorare un obbligo di legge, preferiscono orientare la loro azione al futile. Si consideri che quest’anno scolastico, nonostante siano trascorse più di sei settimane dal suo inizio, non ha ancora registrato l’attivazione del servizio per nessuno degli alunni disabili che ne hanno diritto. Credo, quindi, che questa ordinanza comporterà l’attivazione di altri e analoghi ricorsi da parte delle decine di famiglie esasperate dalla sordità dell’Amministrazione Comunale.
Va infine evidenziato che i ricorsi al Giudice Ordinario sono possibili laddove esistano dei Piani Educativi Individualizzati regolarmente approvati dal Gruppo di Lavoro per l’Handicap e notificati agli organi che devono fornire, a seconda dei casi, l’insegnante di sostegno e/o l’educatore. Ancora oggi, purtroppo, alcuni genitori lamentano addirittura la mancata elaborazione del PEI; circostanza, questa, che presta il fianco a ricorsi contro gli istituti scolastici, che hanno il compito di convocare i Gruppi di Lavoro per l’Handicap di ogni singolo alunno disabile iscritto. Tali Gruppi di Lavoro vanno convocati senza indugio dai Dirigenti scolastici, poichè i PEI devono essere notificati all’Ufficio Scolastico Regionale e agli Enti Locali entro il 30 luglio che precede l’inizio dell’anno scolastico.
L’indisponibilità di personale da parte degli enti che sono tenuti a partecipare agli incontri del GLHI, a volte incautamente sollevata – conclude Calò – non può pregiudicare l’interesse legittimo degli alunni ad avere un PEI compilato e notificato per tempo».
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