Scorie nucleari, i Cinque Stelle presentano una petizione in Comune

La Redazione
Scorie radioattive

A riaccendere i riflettori sulla vicenda sono il Meetup Movimento Corato 232 e gli attivisti cinque stelle di Gravina e Altamura che ieri, nei rispettivi Comuni, hanno protocollato una petizione sul tema

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Si torna a parlare di scorie nucleari e del rischio di vedere sorgere nel territorio dell’Alta Murgia il deposito nazionale per lo stoccaggio. A riaccendere i riflettori sulla vicenda sono il Meetup Movimento Corato 232 e gli attivisti cinque stelle di Gravina e Altamura che ieri, nei rispettivi Comuni, hanno protocollato il testo della petizione con cui si vogliono impegnare le rispettive giunte municipali a «manifestare chiaramente la propria contrarietà all’ipotesi di deposito di scorie nucleari nel territorio comunale e a salvaguardare e tutelare con ogni mezzo possibile la peculiarità e specificità del territorio per preservarlo da un possibile rischio e pericolo di tipo ambientale e sanitario».

«Una direttiva Europea – scrivono i Cinque stelle – impone infatti agli Stati membri di dotarsi di un deposito adatto a ricevere e conservare i rifiuti radioattivi prodotti dal Paese stesso. L’Italia, in passato, ha prodotto rifiuti ad alta radioattività, molti dei quali si trovano da diversi anni in Germania e Francia, ed a bassa e media radioattività come materiale farmaceutico e ospedaliero, e adesso ha l’obbligo di depositarli in un unico grande sito nazionale. Occorre ricordare che il sito unico delle scorie prevede la realizzazione di una struttura ove mettere in sicurezza circa 75 mila metri cubi di rifiuti  radioattivi a bassa e media attività e circa 15 mila metri cubi per lo stoccaggio di quelli ad alta attività.

L’incarico di stilare una mappa di potenziali siti sul territorio è stato affidato alla SO.G.I.N., che è la società di Stato responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi compresi quelli prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare, lo studio per la individuazione di un sito di deposito unico nazionale. Già nel 2003 la società, collaborando con l’ISPRA e l’ENEA, ha stilato un primo rapporto “Studio per la localizzazione di un sito di deposito” siglato come Documento PDN RT 002, nel quale si individua la griglia di valutazione degli ostacoli alla realizzazione del deposito stesso.

L’obiettivo è arrivare pronti, quando e se, la mannaia nucleare dovesse cadere sul nostro territorio “avviando un progetto per contrastare eventuali assalti del Governo attraverso le decisioni dell’ISPRA e della SO.G.I.N. al territorio murgiano”. E ora che i tempi stringono si chiede di aprire “un coordinamento no scorie nucleari tra i comuni del territorio murgiano con l’intento di vigilare sulle procedure e coinvolgere attivamente gli altri enti, a partire dalla Regione Puglia, la Città Metropolitana e Parco Nazionale dell’Alta Murgia”. La scelta della nostra Regione sarebbe l’ennesimo colpo inferto a tutto il sistema Pugliese e sinceramente sarebbe inspiegabile ed inaccettabile anche alla luce delle caratteristiche fisiche e naturali del nostro territorio».

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