Poste italiane ci ha messo il timbro, la Cantina sociale viaggia nel mondo. Le immagini

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Cicerelli: «il primo giorno di emissione di un nuovo francobollo viene scelto sempre in maniera strategica. Poste ha voluto sottolineare l’anniversario di Terra Maiorum con l'annullo filatelico»
«Da semplice pezzettino di carta utilizzato per spedire le lettere, a simbolo capace di portarci in un mondo senza tempo ne confini». Così il collezionista Gallo ha descritto un francobollo speciale, quello che racconta il vino “Castel del Monte rosso riserva” arrivato ieri in città grazie al Ministero dello sviluppo economico e a Poste Italiane.
«E’ uno della serie dei 15 francobolli dedicati ai vini» ha spiegato Fenicia Cicerelli, referente filatelico di Poste italiane per Bari e Brindisi.
«Il primo giorno di emissione viene scelto sempre in maniera strategica e Poste ha voluto sottolineare l’anniversario di Terra Maoiorum con l’annullo filatelico.
Di solito questa operazione è consentita solo in ufficio ma a Roma hanno compreso l’importanza di questa occasione e ci hanno concesso di procedere all’annullo in questo storico opificio. Un’operazione in cui il sostegno degli uffici di Bari hanno giocato un ruolo importante. Sono stati stampati 400mila francobolli per ogni vino, e per questo annullo primo giorno ne abbiamo recuperati cinquecento».
Un modo per «portare questa realtà ovunque» ha aggiunto Giacinto Giancaspro, direttore della filiale di Bari di Poste Italiane accompagnato dal direttore della filiale Corato centro.
L’opportunità dell’annullo filatelico è nata anche dal fatto che «come consorzio dei vini Castel del monte abbiamo la sede a Corato» ha specificato Antonio Sasso portando i saluti del presidente Liantonio. «Per il terzo anno consecutivo – ha chiarito – abbiamo fornito noi un’immagine storica da riprodurre sul francobollo. Un motivo di orgoglio per tutti i produttori del nostro vino, 850 soci».
Forse meno numerosi ma tutti importanti alla stessa maniera sono invece i soci della Cantina sociale di Terra Maiorum: «molti di loro sono qui per portare avanti il sogno del nonno che ha comprato la quota tanti anni fa. A guidarci c’è un solo principio: insieme possiamo fare sempre meglio» ha detto il presidente Pasquale D’Introno.
Da manager, oltre che da produttore, D’Introno guida il presente della Cantina pensando al futuro: «stiamo viaggiando su due binari, innovazione e recupero della tradizione. L’obiettivo è uno solo: passare dall’ingrosso alla produzione e alla vendita delle eccellenze gastronomiche».
Per altre due novità si è già al lavoro da agosto: «per il giorno di San Martino sarà pronto un vino che dedicheremo a Don Nicola Lamonica. Nel 1953, durante il suo mandato da presidente della Cantina, Lamonica realizzò il primo impianto enologico italiano raffreddato da una centrale ad ammoniaca: presto lo riporteremo alla luce».
Un altro nome illustre è legato invece alle vasche: «sono state progettate da Santarella, l’ingegnere coratino che ha inventato il cemento armato». Un aneddoto che collega la storia della Cantina sociale alla Storia della nostra città e non solo. Un motivo in più per far incontrare ancora una volta tradizione e innovazione tecnologica.
«Oggi c’è bisogno di un impianto di refrigerazione che ci consenta di ottenere un vino di maggiore quantità» ha annunciato D’Introno prima di passare la parola a Giuseppe Cicco, amministratore delegato di un’azienda di Corato leader nel settore della tecnologia per aziende che producono vino, la Itest.
«Terra Maiorum avrà presto un impianto al passo con i tempi che, oltre a conservare meglio il mosto, aiuterà anche a rispettare l’ambiente e ridurre i costi» ha spiegato Cicco attraverso delle diapositive.
«Un’operazione che racconta il nostro modo di cambiare prospettiva» ha sottolineato D’Introno, interrogato dal moderatore Pinuccio Pomo.
Una maniera di prendersi cura di una realtà che Corato sente sua. Ad averlo ribadito è stato anche il sindaco Massimo Mazzilli: «va dato atto al consiglio guidato da D’Introno di essere riuscito a passare alla filosofia “del paniere” lasciandosi alle spalle quella più riduttiva della monoproduzione.
E’ su questa strada che procediamo come amministrazione, spingendo l’acceleratore sull’agroalimentare e sull’enogastronomia: costituiscono il comparto economico che sta registrando maggiori risultati positivi negli ultimi anni. Ora Terra Maiorum deve riuscire a collocarsi al meglio sul mercato, anche facendo investimenti finalizzati alla comunicazione».
«Gli strumenti sono cambiati rispetto al passato ma il nostro appoggio, anche come vera e propria scelta politica, resta invariato» ha ricordato il senatore Luigi Perrone, anche in veste di presidente Anci, pensando a Cuore di Puglia ed Expo.
«Ormai dobbiamo puntare a competere con i produttori di altre nazioni e continenti. I pugliesi remino tutti nella stessa direzione e prendano spunto dai coratini che trasformano i problemi in sfide da superare» è stata la risposta, ma anche l’augurio, di Paolo De Leonardis (direttore tecnico del Gal Le città del Castel del monte).
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