Discarica e depuratore, il consigliere regionale Conca scrive al Prefetto

La Redazione
Conca durante il sopralluogo alla discarica di via Belloluogo

Dopo il sopralluogo con attivisti e cittadini effettuato nei giorni scorsi, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Mario Conca ha scritto al Prefetto di Bari, Carmela Pagano su discarica di via Belloluogo e il depuratore cittadino

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Dopo il sopralluogo con attivisti e cittadini effettuato nei giorni scorsi, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Mario Conca ha scritto al Prefetto di Bari, Carmela Pagano, chiedendo particolare attenzione per la discarica di via Belloluogo e il depuratore cittadino.

«Qualche giorno fa  il sindaco di Corato Mazzilli, sospinto dal clamore mediatico, ha emesso un’ordinanza che intima ai proprietari del sito su cui insiste la discarica di porvi rimedio in tempi rapidi – scrive Conca al Prefetto – ma, essendo la situazione particolarmente complessa, Le chiedo di seguire la vicenda perché quella zona, oltre che delimitata, andrebbe caratterizzata e bonificata. Andrebbero altresì analizzate le acque dei pozzi che gravitano intorno alla zona e che, grazie alla natura carsica del territorio, potrebbero essere state, negli anni, inquinate dagli sversamenti in falda, con grave pericolo per la salute pubblica di cui Lei è il massimo tutore».

Nella zona in cui insiste il depuratore dismesso, attiguo al nuovo, è invece presente una struttura in cemento che rappresenta un grave rischio per la pubblica incolumità. 

«La griglia di cemento – si legge nella lettera – traforata e sospesa nel vuoto per oltre due metri dal fondo pieno di massi appuntiti e altro, oltre che rappresentare un pericolo costante per tutti, è soprattutto un invito per i ragazzi che notoriamente sono sprezzanti del pericolo. Oltretutto il luogo è facilmente raggiungibile in quanto vicinissimo alla città e: dobbiamo attendere che qualcuno si faccia male veramente?».

Il consigliere pentastellato invita quindi il Prefetto ad «intervenire presso gli uffici comunali coratini che, pur conoscendo la situazione, non hanno inteso intervenire in questi anni per metterla in sicurezza, al fine di sollecitarli alla consequenzialità. Non vorrei mai – conclude Conca – che un giorno questo mio scritto fosse usato come prova del fatto che eravate informati e non avete agito».

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