Emergenza profughi, il sindaco: «Puntiamo ad un’accoglienza condivisa e partecipata»

La Redazione
Quarantadue profughi ospitati a Corato per conto della Prefettura

Il sindaco: «il piano di accoglienza necessita di aggiustamenti il dialogo tra prefetture e sindaci è fondamentale per gestire l’accoglienza in modo sicuro e sostenibile»

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«L’emergenza profughi non sarà più subita ma governata dalle nostre città, potendo questa anche essere l’occasione per i Comuni interessati di recuperare immobili comunali e coinvolgere operatori locali, del terzo settore e non, contando sulle cospicue risorse economiche messe a disposizione per il tramite della Prefettura, dal Governo. Puntiamo perciò ad un’accoglienza condivisa e partecipata dalle nostre comunità e non a queste imposta».

Con queste parole il sindaco Massimo Mazzilli, anche in veste di delegato Anci Puglia, ha commentato le intese raggiunte nel corso dell’incontro convocato dal Prefetto di Bari, Carmela Pagano, sulla questione accoglienza cittadini stranieri richiedenti asilo, al quale hanno partecipato esponenti della Città Metropolitana di Bari e i sindaci dell’area Metropolitana.

Obiettivo dell’incontro è stato quello di condividere un modello di accoglienza diffusa sul territorio attraverso il fattivo coinvolgimento dei sindaci.

L’Anci convocherà nei prossimi giorni i comuni della Città Metropolitana di Bari per raccoglierne istanze e proposte, per poi elaborare una piattaforma sui cui fare una intesa inter-istituzionale, definendo quindi su base negoziale condizioni di efficienza e sostenibilità per governare l’emergenza.

Il ruolo dei sindaci è stato molto apprezzato dal Prefetto Pagano, che ha riscontrato ancora una volta il senso di responsabilità degli amministratori locali coinvolti in questa fase.

«E’ evidente che il piano di accoglienza necessita di aggiustamenti – ha sottolineato Mazzilli – il dialogo tra prefetture e sindaci è fondamentale per gestire l’accoglienza in modo sicuro e sostenibile con il più ampio coinvolgimento dei Comuni. I sindaci vogliono svolgere da protagonisti e non soggetti passivi il proprio ruolo istituzionale ed essere parte attiva della questione, garantendo condizioni di sicurezza, sostenibilità e integrazione sociale, tenendo altresì conto di programmi di accoglienza già in essere, come gli Sprar e comunque per gruppi non numerosi in modo da migliorare l’integrazione nel tessuto sociale».

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    Emergenza? Alluvioni, smottamenti, malasanità, malapolitica, casse integrazioni, disoccupazione, alcolismo, tabagismo giovanile, inquinamento, inglesismi, bullismo, intossicazioni, ludopatia, droga, scuola, omofobia, traffico, sporcizia città, criminalità, angherie (oddio, è che è ’sta parola?) verso le donne, terra dei fuochi ed ora migranti: ma la piantiamo di considerare estemporanei, dei problemi ormai diventati parte integrante e fissa del nostro panorama? Come è sparita dal vocabolario italiano la parola “dimissioni”, così è diventata tragicamente ossessiva e farsescamente incombente e ricorrente la parola “emergenza”. Salvatore Di Gennaro