Coraton dona una teca per i libri del reparto di pediatria: «Ora i bimbi leggono quando vogliono»

© CoratoLive.it
«Ci siamo accorti – dicono dall’Avo – che questi libri sono una vera ricchezza per le famiglie. Stanno avendo l’effetto che speravamo: i genitori riscoprono la bellezza della lettura, i bimbi quella dell’ascolto»
La biblioteca del reparto di pediatria dell’ospedale di Corato sta per compiere due anni e continua ad arricchirsi. Nata con il progetto “Un libro nel cuore”, mission di Coraton 2012, la biblioteca è diventata un punto di riferimento per pazienti più piccoli dell’Umberto I.
A prendersene cura sono i volontari ospedalieri (Avo) che, in questi due anni, hanno utilizzato i libri donati da Coraton per allietare le ore dei bimbi costretti a rimanere a letto.
Come avviene in tutte le biblioteche, i libri sono concessi in prestito e – fino a qualche giorno fa – non era possibile per i pazienti leggerli in assenza dei volontari Avo. Per superare questo limite Coraton ha donato al reparto una teca in cui è possibile lasciare i volumi anche quando i volontari non ci sono.
Realizzata con lo stesso materiale delle librerie, idoneo all’ambiente ospedaliero, la teca ne ripropone anche colori. E’ ricoperta all’interno con un materiale spugnoso per attutire il rumore del libro nel momento in cui viene lasciato cadere al suo interno: «in questo modo i libri non si rovinano – spiegano i volontari di Coraton – e si evita anche di disturbare i bimbi del reparto che magari riposano. Ringraziamo l’azienda Spazio Due di Corato che ha mostrato grande disponibilità e competenza nella realizzazione della teca».
«Ci siamo accorti – dicono dall’Avo – che questi libri sono una vera ricchezza per le famiglie. Stanno avendo l’effetto che speravamo: i genitori riscoprono la bellezza della lettura, i bimbi quella dell’ascolto e della bellezza delle immagini».
In due anni la biblioteca si è arricchita grazie anche ad altre donazioni fatte da privati cittadini. «Ormai non ci sono più solo libri: abbiamo anche colori e materiale per svolgere attività ricreative con i bimbi» aggiungono dall’associazione.
Commenti
-
Provenendo da una generazione divoratrice di libri (allora era tutto diverso, e non me ne faccio alcun merito personale), so che ora il libro di lettura, almeno per la maggior parte di ragazzi, è un oggetto misterioso. Il contesto ospedaliero, che limita enormemente le scelte sul come spendere il proprio tempo, favorisce di certo questo tipo di iniziative. L’unica speranza è che si perpetui la propensione alla lettura (o all’ascolto di essa) anche fuori dall’ospedale. Salvatore Di Gennaro







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti