Assaprà, la salute vien mangiando bene. Le immagini

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La musica dei Kailia, un gruppo di pizzica di Ceglie Messapica, ha salutato la domenica di Assaprà e dato l’appuntamento a oggi per la tavola rotonda con i sindaci e le autorità del Parco dell’alta murgia
Riempirsi di contenuti e non solo di cibo. La seconda giornata di Assaprà, il festival italo-americano realizzato a Masseria Cimadomo, ha raggiunto questo obiettivo sfidando le insidie del vento e della pioggia.
Dalla prima colazione fino alla cena il buon cibo è stato un codice privilegiato per trasmettere la cultura del benessere che parte dal ritorno alle origini. Messi da parte i romanticismi, gli interventi delle due conferenze in programma hanno consegnato ai presenti “una dispensa” che profuma di scienza e di biologia, che stupisce per le novità e “lascia l’amaro in bocca” quando non risparmia statistiche e percentuali.
«Una iniziativa ottima – secondo il sindaco Massimo Mazzilli – che può essere uno stimolo per tante altre situazioni di questo genere. Ha fatto comprendere quali sono le giuste proporzioni per offrire un “prodotto di successo”. Altissima qualità e giuste dimensioni: Expo a confronto dà troppo spesso l’idea di essere in una mensa qualunque».
Assaprà invece ha provato a far tornare alla mente le buone abitudini di un tempo, a rieducare il gusto. «I lampagioni ci aiutano a prevenire il tumore: sono ricchi di polifenoli, delle utilissime molecole antiossidanti che ci aiutano a controllare gli eccessi». Magistralmente lo ha spiegato Joseph Cannillo, direttore scientifico di Forza Vitale e stimato relatore in numerose università italiane ed estere.
Se da un lato Cannillo ha sottolineato che «la nostra salute dipende dalla varietà dei cibi che assumiamo» dall’altro Pino Africano, naturopata ed esperto di tecnologie alimentari, ha ribadito che «a fare la differenza è la qualità degli alimenti». La pioggia ha interrotto la sua bellissima arringa ma alcuni concetti sono rimasti in mente a tutti. «Lo zucchero – per esempio – che mettiamo nel caffè è un potente infiammatorio: una bustina per tutta la vita dovrebbe bastare».
E ancora: «in commercio non esistono biscotti fatti con olio di oliva: siamo pieni di olii di semi o di palma, tutti ottenuti con processi che fanno arrivare fino a noi numerosi elementi poco salubri». Per ottenere un cambio di rotta «ognuno di noi deve fare ciò che è nelle sue possibilità, rivedere le proprie abitudini a partire da quelle più semplici di ogni giorno: l’insalata puliamola noi stessi perché dopo tre giorni quella imbustata ha già perso tutte le sue proprietà antiossidanti».
«Come genitori – ha aggiunto la biologa Lucia Palmieri – abbiamo il dovere di avvertire la responsabilità dell’educazione alimentare per i nostri figli. Come prima cosa dobbiamo essere testimoni coerenti delle scelte che proponiamo loro, persone capaci di tutelarsi dai continui attacchi pubblicitari che arrivano dalla tv». L’obesità infantile in Italia continua ad aumentare e sono necessarie delle linee guida. Alcune indicazioni sono state date anche ieri pomeriggio dalla Palmieri insieme ad Angela Pisicchio, vice presidente Slow Food Condotta Castel del Monte. «Ripartiamo dalla dispensa – ha consigliato la biologa – facciamo attenzione a riempirla solo delle cose di cui abbiamo realmente bisogno: sarà un ottimo modo per evitare sprechi e tentazioni».
Con lo spirito propositivo di sempre la Pisicchio ha rilanciato la palla al sindaco: «Slow food è a disposizione per realizzare progetti che aiutino i genitori ad aver cura dell’alimentazione dei loro figli: il grande lavoro che ogni giornole insegnanti fanno a scuola spesso viene annullato dalla fretta con cui poi a casa si prepara e ingerisce il cibo». Con l’umiltà che la caratterizza, la Palmieri si è permessa un suggerimento: «sarà bellissimo comprendere i propri errori in campo alimentare e spiegarli ai propri figli dicendo che “mamma ha capito ora che questo cibo non ci fa bene”».
La musica dei Kailia, un gruppo di pizzica di Ceglie Messapica, ha salutato la domenica di Assaprà e dato l’appuntamento a oggi per la conclusione dei lavori. Alle 10.30 il sindaco di Corato accoglierà nella sala consiliare gli ospiti e le autorità per dare poi il via ad una tavola rotonda: “Quale futuro per lo sviluppo del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e delle sue ricchezze?”. Oltre a Mazzilli interverranno i sindaci dei comuni del Parco dell’Alta Murgia, i presidenti del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, di Confindustria Bari e Bat, dell’Associazione imprenditori coratini, il direttivo dell’associazione Italian Think Tank.
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