Ventata di new wave con i Trilogia project e Antonio Aiazzi. Le immagini

La Redazione
Ventata di new wave con i Trilogia project e Antonio Aiazzi

Una vera manna per gli ammiratori dei Litfiba, anche in virtù della presenza sul palco dello storico tastierista e fondatore del gruppo nato 35 anni fa a Firenze

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L’ultimo sabato sera d’estate ha cavalcato le onde della new wave in piazza Sedile con i “Trilogia project”, la tribute band che prende il nome dalla cosiddetta “Trilogia del potere”, i primi tre LP dei Litfiba: Desaparecido, 17 re e Litfiba 3.

Una vera manna dal sapore di anni ’80 per gli ammiratori del gruppo nato 35 anni fa a Firenze, anche in virtù della presenza sul palco di Antonio Aiazzi, lo storico tastierista e fondatore della band, che ha accompagnato la voce di Luigi Venitucci, la chitarra di Fabrizio Tarantini, il basso di Antonio Ripa e la batteria di Paolo Diaferia.

Gli inventori della wave rock italiana divennero noti al grande pubblico nel 1985 grazie a Desaparecido, connotato dai testi profondi e metaforici di Pelù e nel quale già spiccavano brani come Lulu e Marlene, Eroi nel vento e La Preda.

L’anno successivo virata verso il Mediterraneo, con i toni più caldi e meno oscuri di 17 re, da molti considerato l’album più riuscito dei Litfiba.

Litfiba 3, il primo album italiano registrato totalmente in digitale, chiude invece la “Trilogia del potere” – così chiamata per la sua forte critica ad ogni forma di totalitarismo – con brani del calibro di Tex e Santiago, che muovono il focus dalle barbarie contro gli indiani d’America alle connivenze tra religione e politica deviata.

I suoni elettronici di Aiazzi e dei “Trilogia project” hanno mandato in visibilio i fan più appassionati, che hanno cantato e ballato dalla prima all’ultima nota, con le braccia al cielo e inondando di birra e del suo gradevole odore l’intera piazza.

L’uso abbondante di effetti luminosi da concerto rock ha fatto il resto, con la stroboscopia che ha giocato un ruolo da protagonista.

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