L’Addolorata attraversa la città, ieri sera l’ultima processione dell’estate

La Redazione
L'Addolorata

Una processione che ha avuto un sapore "strano" rispetto alla tradizione. Per molti coratini l'Addolorata «non ha "il vestito della festa" ma il petto trafitto dal dolore per la morte del figlio, Gesù»

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Ieri per la prima volta la statua della Madonna Addolorata ha varcato la soglia della chiesa dei Cappuccini e ha percorso le vie del centro. Una cosa che non accade mai, visto che il simulacro è custodito da sempre nella parrocchia di San Giuseppe attualmente chiusa per i lavori di ristrutturazione.

Come tradizione vuole – oltre alla banda – ad accompagnare l’Addolorata c’è stato don Gianni Cafagna con la confraternita di San Giuseppe. A seguire il sindaco Mazzilli, una delegazione dell’amministrazione comunale e un corteo di devoti. Numeri che poco hanno da spartire con il bagno di folla tributato alla Vergine il venerdì Santo.

Una processione che ha avuto un sapore “strano” rispetto alla tradizione. Per molti coratini l’Addolorata «non ha “il vestito della festa” ma il petto trafitto dal dolore per la morte del figlio, Gesù». Non saluta i fedeli circondata dalle luminarie ma nel buio del mattino.

Quella di ieri è invece una processione che si ripete da pochi anni e rispetta la data del 15 settembre, giorno istituito da Papa Pio VII nel 1814 perché la Chiesa celebri la memoria della Vergine Addolorata, Mater Dolorosa.

Una solennità che ha portato Papa Francesco a fare un altro appello all’accoglienza del prossimo e dei più piccoli. Nell’omelia a Casa Santa Marta, ha preso spunto dal Vangelo per sottolineare come «Gesù non ci ha lasciato orfani. Abbiamo in Maria una Madre che ci protegge e dalla sua maternità, nasce quella della Chiesa che ci fa crescere nella sua comunità con atteggiamenti di umiltà, accoglienza, comprensione, bontà, perdono e tenerezza. Quando manca questa maternità – ha aggiunto il Papa – rimane solo la rigidità; non si è più capaci di sorridere, mentre una delle cose più belle e umane è sorridere a un bambino e farlo sorridere».

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