Caputo: «Resto in maggioranza, sono uomo di partito ma non un pacco postale»

La Redazione
La conferenza stampa di Franco Caputo

Caputo giura fedeltà a Forza Italia e al sindaco Mazzilli. «Se poi il problema è "farmi fuori per mettere qualcun altro al mio posto" – dice – chiederò aiuto anche alla commissione europee che tutela i diritti dell'uomo»

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Fedeltà assoluta a Forza Italia e al sindaco Mazzilli, salvo contrordine del partito. Passa attraverso questi due pilastri la linea di condotta di Franco Caputo, unico consigliere comunale rimasto in quota al simbolo di Berlusconi, dopo gli screzi con il commissario Ungaro.

Ieri sera, durante una conferenza stampa all’aperto resa poco agevole dalla pioggia, Caputo ha provato a fare chiarezza tra le numerose pagine che raccontano la crisi di Forza Italia. Accanto al lui, sotto gli alberi di piazza Sedile, i giovani del partito e la giornalista Micaela Ferrara. Seduto in prima fila il sindaco Mazzilli.

Interrogato sulle ragioni della rottura con quello che lui stesso definisce «il mio commissario di partito, Ungaro», Caputo afferma: «si è trattato di un difetto di comunicazione: non ho capito cosa sia cambiato dal 24 luglio fino ad ora (quando Forza Italia confermò l’appoggio all’amministrazione, ndr). Mi risulta che il 2 settembre Ungaro abbia incontrato il sindaco Mazzilli manifestando la volontà del partito di approvare il bilancio. Se avessi saputo che l’indicazione era un’altra, forse avrei agito diversamente».

Il forse è d’obbligo, vista la dichiarazione che Caputo ci ha rilasciato a fine conferenza: «non sono “un pacco postale” da spostare dalla maggioranza all’opposizione. Come partito possiamo prendere tutte le decisioni del mondo, ma solo dopo esserci confrontati. Nessuno può decidere sulla mia pelle. Berlusconi ha detto “ripartiamo dagli eletti” e io a Corato sono quello che ha preso più voti: penso che questo mi valga almeno la possibilità di confrontarmi con il partito. Se invece proveranno ad imporsi senza motivazioni comprensibili, deciderò se rimanere.

Se poi il problema è “fare fuori Caputo per mettere qualcun altro al suo posto” allora avverto: sono disposto a chiedere aiuto anche alla commissione europee che tutela i diritti dell’uomo».

In una email inviata il 3 settembre scorso, Caputo chiedeva a Ungaro la convocazione urgente di un’assemblea di partito «per porre in essere un confronto politico, se pur duro, per definire la linea politico-amministrativa da seguire». Sempre nella stessa comunicazione, si legge che a Caputo era stato chiesto di non presentarsi al consiglio per l’approvazione del bilancio.

«Non essendoci stato un confronto» riguardo a questa decisione, e «non essendoci motivazione specifiche», il 4 settembre Caputo ha deciso di partecipare al consiglio e votato a favore del bilancio e del piano triennale dlele opere pubbliche. Una mossa cui Ungaro ha risposto con un comunicato stampa avvelenato che ha messo Caputo alla porta.

Per cercare una soluzione «ho messo in contatto il sindaco Mazzilli con il segretario regionale di Forza Italia, l’onorevole Vitali» precisa Caputo, che aggiunge: «sono certo che loro abbiano intelligenza e capacità per trovare una soluzione al problema. Non potevo fare altro».

Breve la sua risposta riguardo ai rapporti con il senatore Perrone, fatta di parole e concetti meno duri rispetto a quelli usati durante il comizio post elezioni regionali.

«Non c’è alcun accordo sottobanco – sentenzia Caputo – tra noi c’è solo rapporto istituzionale. Il sindaco aveva anche suggerito un incontro fra una delegazione di Forza Italia e Perrone, ma il mio partito non lo ha ritenuto opportuno».

La speranza per il futuro restano i giovani. «E’ con questa filosofia che abbiamo aperto la “Centrale delle idee” – commenta Caputo  – vogliamo scrivere una nuova pagina della storia del nostro partito».

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Commenti

  • lolek80 (utente non verificato)

    si ma alla fine della fiera che cosa ha deciso? Io non l’ho capito. Sta con tutti e non sta con nessuno

  • sother (utente non verificato)

    Non sarei mai intervenuto su un argomento che non mi interessa affatto. Ma la data di nascita allegata allo pseudonimo di chi ha commentato (lolek80) mi porta alla memoria i miei 33 anni e l’odore di muffa e di rancido che già da allora aleggiava sulla politica italiana. Dopo 35 anni, come ho commentato in altro luogo, è preoccupante il fatto che tale patina ricopra ora i giovani, che dovrebbero invece liberarsene per cercare aria pura e del tutto nuova…

  • il signore degli anelli (utente non verificato)

    ma è sempre il Caputo che ho sentito sui palchi durante i comizi per le elezioni regionali??