I Cinque stelle: «La maggioranza non c’è più, il sindaco si dimetta»

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«Ora bisogna ragionare sui numeri. E l’opposizione istituzionale non esce rafforzata. Il sindaco prenda coscienza del fatto che non può più governare, quindi, chiediamo che si dimetta» dicono gli attivisti del M5s
Una nota del Meetup Movimento Corato 232 aderente al Movimento Cinque Stelle Corato sulle ultime vicende politiche cittadine.
«Quello che nessuno dice e che invece è la verità a Palazzo di città è questa: tra i componenti della maggioranza non c’è affatto coesione né tantomeno una linea comune su come si deve andare avanti, parliamo di un’amministrazione ormai priva di numeri per governare.
La maggioranza politica al Comune non esiste più. Quella per intenderci espressione del risultato elettorale, per cui ora come ora bisogna ragionare sui numeri. Per intanto, va detto che da questa crisi l’opposizione istituzionale non esce rafforzata almeno per ora, nel senso che quanti si sono disimpegnati sinora non hanno fornito elementi tali da poter pensare ad un loro atteggiamento completamente ostile in Consiglio comunale rispetto alla posizione complessiva di quello che resta del centrodestra, hanno riscoperto il pallottoliere, quell’aggeggio che serve in qualche modo a conteggiare i possibili voti favorevoli e quelli contrari alla maggioranza.
Dicevamo che non c’è più la maggioranza politica. Le mosse presero avvio dalle elezioni regionali, per ragioni diverse, alcuni consiglieri si sono sfilati dalla maggioranza: Forza Italia in “teoria” è rimasto con un consigliere comunale Franco Caputo; mentre Pasquale Pomodoro, Ignazio Salerno, Leonardo Bucci e Gabriele Diaferia sono passati nel gruppo misto, formando un nuovo partito “Conservatori Riformisti”, Oltre con Fitto non esiste più, cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia, mentre Di Tria Giuseppe e Roselli Giuseppe dal gruppo misto passano all’Unione di Centro, ma per questo partito cos’è la destra, cos’è la sinistra se al Comune appoggiano la destra e alla regione la sinistra?
Questi consiglieri non rispettano gli impegni elettorali, che per loro costituiscono acqua fresca, quasi una barzelletta, stracciando il loro mandato elettorale. Siamo di fronte ad un’altra pagine triste della storia politica coratina. Si ha l’impressione di essere prossimi a quella che potrebbe divenire una vera e propria crisi comunale, rispetto alla quale riteniamo che vada fatta definitiva chiarezza affinché l’incapacità politica di mantenere la coesione di maggioranza, per evidente mancanza di obiettivi generali e condivisi, non continui a generare danni per la comunità coratina.
Questa Amministrazione non ha mai avuto una maggioranza solida e un programma condiviso da realizzare per la città, che parla di una città pronta a ripartire.
E’ ora di rimettere in moto tutta la città e riprendere il cammino interrotto da questa Amministrazione, Corato ha il diritto di tornare ad essere pulsante, dinamica, intraprendente e culturalmente all’avanguardia come è sempre stata prima che venisse mortificata da un’Amministrazione indifferente ed irresponsabile.
Il Sindaco prenda coscienza del fatto che non può più governare, quindi, chiediamo che faccia un grande gesto per il bene della città dimettendosi, ridando la possibilità che si crei un nuovo governo della città capace di ridare un futuro e uno sviluppo a Corato».
Commenti
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Questo ed altro ci meritiamo ! Abbandono totale, incuria e superficialità . Ai disastri ambientali già noti (elettrodotto-depuratore-strade dissestate e sporche) si aggiunge l’allargamento della BARINORD.I lavori stanno recando ai residenti pesanti disagi , ma nessun tecnico comunale si è visto per controlli vari. VA BENE COSI’ ???
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…”pulsante, dinamica, intraprendente, culturalmente all’avanguardia”… I peperoni non sono consigliabili di sera. Fanno fare certi sogni strani… In questo caso qualcuno si è immaginato che Corato sia sempre appartenuta alla Svizzera… Scherzi a parte, all’epoca dei computer è ormai superato il dover affidare la gestione di un paese ad un gruppo di persone più o meno capaci. Inserendo in un programma dei parametri quali il numero di abitanti, il livello medio d’istruzione, il reddito globale, i metri quadri di territorio abitato e di strade, la posizione geografica, il numero di industrie o di attività artigianali e agricole, la percentuale di territorio coltivato, è facile capire, con sistemi informatici asettici, cosa occorre ad una comunità. Senza che si venga influenzati da “agenti” esterni e da inopportuni virtuosismi politici. A quando questo miracolo del progresso?







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