Diffida della Prefettura al Comune sul bilancio, il Pd: «Segno dell’incapacità di programmare»

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«La diffida è partita dalla Prefettura di Bari per la mancata approvazione del bilancio previsionale relativo al 2015 e questa appare più che motivata considerato che oramai abbiamo alle spalle i due terzi dell’anno» attacca il partito
La diffida con cui lo scorso 17 agosto la Prefettura di Bari ha invitato il Comune di Corato (e ad altri Comuni della Provincia) ad approvare il bilancio entro venti giorni, suscita la reazione del locale Partito democratico.
Mentre il sindaco Mazzilli ha annunciato l’approdo della questione in consiglio comunale per il prossimo 3 settembre, il partito del segretario Petrone afferma che «la diffida è più che motivata considerato che oramai abbiamo alle spalle i due terzi dell’anno. Come se non bastasse il consiglio comunale sarà costretto ad affrontare la discussione sul bilancio con una frettolosa consultazione preliminare, trovandosi davanti ad una minestra preconfezionata».
Preso di mira anche il presidente del consiglio comunale, Ignazio Salerno, «che nulla fa per garantire il ruolo dell’assise che presiede e non perde occasione per dimostrarsi totalmente supino alle posizioni dell’amministrazione. Ancora più grave – è la chiusura – è apprendere da un articolo di giornale che il consiglio comunale per l’approvazione del bilancio è stato fissato il 3 settembre senza che sia stata convocata la conferenza dei capigruppo».
Di seguito la nota integrale del Pd.
«La diffida della Prefettura di Bari al Comune di Corato – scrive il Pd – conferma una delle nostre rimostranze storiche nei confronti delle varie amministrazioni di centrodestra coratine: la totale incapacità di programmare.
Ormai è chiaro a tutti che il sindaco di Corato non ha la minima idea di come si amministra (la diffida della Prefettura e la relazione del Mef, che rilevò tre anni orsono diverse irregolarità contabili lo confermano); non sa con chi (ad oggi è ancora un mistero sapere a che Partito appartenga il Sindaco, chi sostenga la sua Giunta e in che termini); non sa quando (visto che non riesce neppure a rispettare le scadenze).
Nonostante non perda occasione per dimostrare incapacità e omissioni politico-amministrative, il signor sindaco-assessore perde tempo in “markette” elettorali non esprimendo un’idea, che sia una, su come contribuire agli sforzi che tutte le amministrazioni dello Stato stanno sostenendo per consentire una ripresa economica più forte, inclusiva e sostenibile.
Non ricorda il sindaco-assessore che questo Governo ha allentato i cordoni del patto di stabilità consentendo agli enti locali amministrati da persone preparate di programmare investimenti.
È bene ricordare ai cittadini, altrimenti ridotti a spettatori nauseati di uno spettacolino fatto di polemiche sciocche e senza nessuna possibilità di essere costruttive, che la diffida è partita dalla Prefettura di Bari per la mancata approvazione del bilancio previsionale relativo all’anno 2015 e questa appare più che motivata considerato che oramai abbiamo alle spalle i due terzi dell’anno e che vi era già una scadenza fissata al 31 marzo, rinviata al 31 maggio prima e infine al 30 luglio. Va aggiunto, poi, che già il 24 luglio il Prefetto di Bari invitava il Comune di Corato a rispettare il termine fissato del 30 luglio per approvare il bilancio.
Questa diffida fa il paio con la relazione del Mef che, non più di tre anni fa, ha rilevato diverse irregolarità contabili e gestionali dell’amministrazione coratina che all’epoca, così come ora, vedeva il sindaco Mazzilli impegnato nel ruolo di assessore al bilancio. E allora chiediamo al sindaco-assessore di risparmiare parte del tempo che impiega ad inveire contro il Governo nazionale per farsi un approfondito esame di coscienza e prendere provvedimenti conseguenti. Riducendo il tempo della polemica e ampliando quello della riflessione potrebbe ottenere risultati amministrativi migliori e non incappare in figuracce come la diffida della prefettura. Se invece il sindaco vuole fare solo “markette” politiche, facendo polemica con il governo, lo faccia da libero cittadino liberando Corato dal peso di un’amministrazione incompetente e dalla totale assenza di umiltà e condivisione.
Come se non bastasse il consiglio comunale sarà costretto ad affrontare la discussione sul bilancio con una frettolosa consultazione preliminare, trovandosi davanti ad una minestra preconfezionata. Questo è ancora più grave se si considera che il consiglio comunale rappresenta la Città nella sua totalità e denota anche l’assenza di senso delle istituzioni da parte del presidente del consiglio comunale, Ignazio Salerno, che nulla fa per garantire il ruolo dell’assise che presiede e non perde occasione per dimostrarsi totalmente supino alle posizioni dell’amministrazione.
Ancora più grave è apprendere da un articolo di giornale che il consiglio comunale per l’approvazione del bilancio è stato fissato il 3 settembre senza che sia stata convocata la conferenza dei capigruppo. Insomma è evidente a tutti che le istituzioni in questa città sono del tutto svuotate dal loro ruolo di governo della città e sono solo luogo di ratifica di decisioni prese altrove.
Insomma Corato è una città allo sbando, governata da gente che vive l’amministrazione della città senza nessuna capacità di visione strategica. E mentre il Governo profonde sforzi decisi per la riduzione delle tasse, il sindaco di Corato interviene in maniera scomposta per cercare di recuperare qualche voto. Il risultato è una recita di basso livello».
Commenti
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E già, e dura ammetterlo ma è proprio così.Anche quest’altra Amministrazione si sta dimostrando altamente incapace.Sono diversi anni e legislature che si tenta invano di dare degli amministratori degni di tale incarico, ma con rammarico bisogna riconoscere che evidentemente al contrario di quanto si pensava fino a poco tempo fa e cioè che erano in fase di estinzione, si sono già estinti.







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