“Beyond. Rethinking Intercultural Learning”, in città 22 giovani provenienti dall’Europa

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Tutti youth workers provenienti da Italia, Serbia, Cipro, Lettonia, Spagna, Bulgaria, Paesi Bassi, Albania, Polonia, Romania e Turchia
Nei giorni scorsi si è concluso “Beyond – Rethinking Intercultural Learning”, il seminario europeo organizzato dall’associazione culturale Beyond Borders. Il progetto è stato realizzato con il supporto dell’Agenzia nazionale per i giovani nell’ambito del programma Erasmus+ promosso e sostenuto dalla Commissione europea.
Al seminario hanno partecipato 22 youth workers provenienti da Italia, Serbia, Cipro, Lettonia, Spagna, Bulgaria, Paesi Bassi, Albania, Polonia, Romania e Turchia, rappresentanti o volontari di organizzazioni internazionali che lavorano nell’ambito del programma Erasmus+.
Lo scopo principale è stato quello di fornire ai partecipanti competenze sull’apprendimento interculturale attraverso attività di educazione non formale.
Oltre alle attività ordinarie del seminario, i partecipanti sono stati immersi nella vita attiva della città di Corato, incontrando e conoscendo i cittadini, i negozianti, i giovani.
In particolare, nella serata del primo luglio gli ospiti internazionali del seminario hanno organizzato una serata interculturale e “Interpersonale”, durante la quale hanno potuto presentare pietanze e bevande tipiche dei loro paesi di provenienza, hanno raccontato storie, insegnato alcune parole della propria lingua madre e mostrato i loro balli e costumi tradizionali.
Durante l’intera durata del progetto l’associazione Beyond Borders ha gestito logistica e attività. «Salvi Greco, Panayiotis Theodorou e Milena Nicolic, il nostro team di trainer, sono stati una combinazione di energia e creatività. Senza di loro il seminario non avrebbe preso forma» dicono gli organizzatori.
Al seminario hanno partecipato anche due coratini. «Ho vissuto diverse esperienze all’estero grazie ai progetti europei, ma mai avrei pensato che proprio la mia città, una cittadina di provincia talvolta restìa ad aprirsi a nuove prospettive, sarebbe diventata promotrice e veicolo di progetti miranti allo scambio interculturale» racconta uno di loro, Romeo.
E aggiunge: «è stato a dir poco strepitoso e gratificante ricevere più di 20 giovani da 10 nazioni diverse e poter mostrare loro le bellezze della nostra città e della Puglia. Ciò che più mi ha colpito è stato vedere quanto la semplicità della nostra terra venisse percepita con stupore dagli occhi di chi la osservava.
Un’esperienza formativa sia da un punto di vista personale che da un punto di vista potenzialmente professionale. Un’opportunità per conoscere se stessi, le proprie potenzialità, l’abilità e la capacità di aprirsi a punti di vista ed opinioni diverse grazie ad un approccio informale e ludico.
Corato ha potuto aprire una finestra sull’Europa e valorizzare gli unici protagonisti di questi progetti: i giovani europei».
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