Dal Museo al territorio, alla scoperta dei tesori di San Magno. Le immagini

Dal Museo al territorio

Sebbene nelle immagini la bellezza dei luoghi e della flora abbia il sopravvento su tutto, non può passare inosservato lo stato di quasi totale abbandono in cui si trova questo patrimonio storico-archeologico

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Si è conclusa nel migliore dei modi l’estate del Museo della città e del territorio. Partendo dalla sala dedicata all’archeologia, il Museo ha condotto gli appassionati – coratini e non – lì dove molti dei reperti preistorici sono stati trovati: alla necropoli e alla chiesetta neviera dedicata a San Magno.

Un patrimonio ancora tutto da valorizzare e riscoprire, una risorsa che può avere un ruolo di primo piano per lo sviluppo della nostra terra.

La chiesetta, forse pochi lo sanno, si trova all’ombra di una quercia secolare, già dichiarata e censita come bene dell’Unesco.

Sebbene nelle immagini la bellezza dei luoghi e della flora abbia il sopravvento su tutto, non può passare inosservato lo stato di quasi totale abbandono in cui si trova questo patrimonio storico-archeologico il cui valore è davvero considerevole.

Nascosti ormai dall’erba secca, si insinuano anche alcuni tratti della Ciclovia del Parco dell’Alta Murgia: l’assenza dei segnali che ne indichino l’esistenza non facilita di certo il loro utilizzo.

Pressoché identica la situazione delle tombe a cumulo: senza una guida è possibile che vengano scambiate per “semplici massi”.

Le intenzioni dell’amministrazione comunale a tal proposito sono state chiarite più volte e si attende che partano i cantieri anche per la sistemazione delle strade della zona. Intanto il merito va dato alle operatrici di Sistema Museo che, sfidando il caldo e le difficoltà, hanno offerto alla città un’opportunità per scoprire questi tesori.

Un’escursione che si è poi trasformata in una serata memorabile grazie a Masseria Cimadomo e alla musica di Cesare Pastanella e dei suoi compagni di viaggio nel progetto “Afrodiaspora”. Un modo per «comprendere l’influenza della musica africana su quella americana attraverso la diaspora degli schiavi africani». Un itinerario che segue i passi e i viaggi di studio di Pastanella, apprezzato percussionista e instancabile ricercatore.

La cena preparata e servita da Cinzia Piaccarreta e Michele Piccolomo de “La Bottega dell’allegria” – rigorosamente a base di prodotti della nostra terra – ha completato l’opera rendendo ancora più chiaro un concetto: se vogliamo far innamorare i turisti della nostra terra, fatta anche di sassi e di querce, dobbiamo per prima cosa amarla e custodirla noi.

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Commenti

  • Pina Lobascio (utente non verificato)

    Peccato, un evento così bello, così povero di partecipazione. Segno evidente che l’offerta se non adeguatamente coinvolgente non matura come dovrebbe. L’amministrazione comunale pensa che “aumentando il brodo” si ottiene un risultato. Il brodo può essere buonissimo, ma se è freddo in pochi lo bevono … E’ i risultati sono evidenti, anche se con grande affanno mascherati … ma si vedono tutti!!!

  • fiore aldo (utente non verificato)

    Condivido il commento della sig.ra Lobascio, mi permetto di far notare che il patrimonio di San Magno andrebbe salvaguardato con maggiori investimenti e con personale adeguato.