Piazza Caduti di via Fani, c’è poco da ridere. Le foto

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«Oltre alle scritte che imbrattano gli arredi, sono almeno sei i lampioni che non funzionano. L'altalena non c'è più» ci scrive un lettore
In piazza Caduti di via Fani «c'è ben poco da ridere». A suggerircelo è il lettore che ci inviato le immagini che vi proponiamo nella gallery tramite Whatsapp, al numero 3892 170 180.
La sua è un'affermazione che nasce spontanea dopo aver visto «scritte ovunque che imbrattano gli arredi, almeno sei i lampioni che non funzionano, l'altalena che non c'è più e le bottiglie di vetro in frantumi per terra».
Tra gli autori delle scritte c'è chi ha disegnato un sorriso sulla sfera posta al centro della piazza. Sebbene anche nell'arte i gusti possano essere i più disparati, di fatto siamo innanzi all'ennesimo atto di vandalismo contro quello che dovrebbe essere un bene godibile da tutti.
Commenti
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Ed oltre che a segnalare con rassegnata mestizia notizie di ormai ordinaria amministrazione, cosa fa o suggerisce di fare il nostro amico per cercare di cambiare la società? Mi piacerebbe conoscere il parere di potenziali “restauratori”, se ve ne sono… Il non sentire infatti l’esigenza di fare qualcosa qui, dimostrato dal precipitarsi a votare partiti o movimenti creati o gestiti da uomini del nord, mi fa pensare che la lamentela sia solo pleonastica e formale, giacchè nasconditrice di ataviche inerzie, o propria ed irrinunciabile del carattere querulo del meridionale… Salvatore Di Gennaro
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Odio ripetermi: mi sono proposto per insegnare l’educazione nelle scuole e sono stato irriso da un, chiamiamolo così, assessore alla P.I.; ho invitato i giovani del sud a svegliarsi dal torpore, facendo loro capire quanto sia squallido appoggiarsi passivamente ai partiti del nord; sono andato a parlare con il M5S dopo la farsesca (vista col mio occhio di “vecchio” dottore in Scienze Politiche ed Economiche) rinuncia alla collaborazione, per tentare di far partire qualcosa da qui; mi sono proposto come coagulo di tale novità e ho cercato di fare proselitismo; nella mia esperienza di professore ho inculcato nei ragazzi i principi della correttezza; rimprovero continuamente i maleducati, correndo rischi personali e sostituendomi alle sonnacchiose istituzioni. Tutta fatica sprecata. Che altro dovrei fare, se non rimanere deluso da chi si lamenta e non fa nulla per migliorare le cose?







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