Indagato medico dell’Umberto I. L’accusa è di truffa alla Asl

© CoratoLive.it
Il medico è accusato dalla Procura «di aver timbrato il cartellino al suo arrivo ma non all'uscita effettiva dal posto di lavoro, timbrandolo solo ore dopo e facendo così apparire falsamente di essere in servizio»
È stato notificato nei giorni scorsi ad un medico in servizio presso il presidio ospedaliero di Corato, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari in merito ad una presunta truffa ai danni della Asl.
Il medico è accusato «di aver timbrato il cartellino marcatempo al suo arrivo ma non all’uscita effettiva dal posto di lavoro, timbrandolo solo ore dopo l’effettiva fine dell’attività lavorativa e facendo così apparire falsamente di essere in servizio per un numero di ore superiore all’ordinario e superiore a quelle dovute».
Con tale condotta, secondo quanto scrive il pubblico ministero del Tribunale di Trani, Raffaella De Luca, il medico si sarebbe procurato «un ingiusto profitto con relativo danno dell’ente pubblico, recuperando ore di debito accumulate nei confronti dell’azienda ospedaliera e procurandosi anche un credito di 9 ore».
I fatti si riferiscono al periodo compreso tra novembre 2014 e marzo 2015. Ora, tramite il suo legale, il medico dovrà presentare le proprie memorie difensive.
Commenti
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L’uso improprio del cartellino in ambienti di lavoro pubblici nostrani è un classico: basta vedere “Striscia la notizia” (programma troppo intelligente per l’italiano medio, più incline a seguire banalità ed insulsaggini). Colpisce comunque, nella foto, la dicitura “tiket”, emblematica della nostra imbecillità. Non solo, infatti, ci compiacciamo nell’ usare parole inglesi che sostituiscono progressivamente quelle italiane (unico, patetico caso al mondo), ma poi le sbagliamo pure..!







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