Nicola Longo nuovo presidente Rotary, un anno dedicato a «un sorriso per la vita». Le immagini

Cenzio Di Zanni e Marianna Lotito
Cambio di guardia al Rotary

Longo ha in programma un «progetto sull'educazione ambientale, una tematica in sintonia con l'Expo», «l'educazione alimentare» e «l'educazione stradale, in collaborazione con le autoscuole»

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All’ombra della grande quercia di Torre di nebbia. Ai piedi del Castello federiciano sempre capace di incantare gli animi nobili. E’ lì che il Rotary di Corato ha scelto di passare da “un dono per aiutare una vita”, a “un sorriso per la vita”. Ieri sera, all’insegna dei rispettivi motti, si è celebrato il rituale passaggio del martelletto: dal past president Giuseppe Loiodice al president incoming Nico Longo.

E’ così che per il club cittadino dell’associazione fondata da Paul Harris, inizia un nuovo anno di attività.

La cerimonia – che, come da tradizione, ha seguito un rigido protocollo – è stata l’occasione per tracciare un bilancio dell’attività svolta e gettare le fondamenta degli impegni futuri. «Abbiamo cercato di declinare il motto “un dono per aiutare una vita”  in tutte le forme, e – dirà Loiodice – le centonovanta foto che scorrono sul maxi schermo ne sono una piccola testimonianza».

Un articolato programma di iniziative che hanno abbracciato gli ambiti più disparati, dal culturale al sociale. Su tre eventi del “suo” calendario si appunta l’attenzione dell’ex presidente: il progetto “Un sorriso per il Benin”, che ha portato in città il noto anchorman Flavio Insinna, per una raccolta fondi in favore del Paese africano; il Progetto Media, che offre uno screening medico agli studenti delle scuole medie inferiori; il sostegno all’attività della Pediatria dell’Ospedale Umberto I «diretta dal nostro socio Vincenzo Tota».

Prima di cedere il testimone a Longo, Loiodice ha voluto donare ai componenti del suo staff un’edizione di “Laudato si’”, l’ultima enciclica di Papa Francesco: «perché il Santo Padre ci vuole insegnare a rispettare l’ambiente» dice, quasi a significare che anche l’ambiente è un dono. «Nelle nostre case – conclude – siamo pieni di oggetti: per questo ho scelto di arricchirci di un messaggio importante. Con questa scelta ho potuto donare tutto ciò che abbiamo risparmiato all’associazione “Ali del soccorso”, un sodalizio che ci ha chiesto sostegno».

Il neo presidente Longo, dal canto suo, ha salutato l’insediamento con «immensa gratitudine» per Giuseppe Loiodice, e dopo aver indossato il paramenti di rito, ha tracciato il suo percorso. Ha annunciato di voler affrontare il nuovo anno all’insegna dell’innovazione, nel solco tracciato da nuovo governatore distrettuale, Mirella Quercia.

«Occorre sostenere e rafforzare il club, reclutando nuovi soci, pur attuando i progetti del passato» ha spiegato Longo. In agenda ci sono un «progetto sull’educazione ambientale, una tematica in sintonia con l’Expo», «l’educazione alimentare» e «l’educazione stradale, in collaborazione con le autoscuole». Nelle sue parole non è mancata una raccomandazione per i rotariani: «Cerchiamo sempre di sorridere, perché un sorriso può trasformare la vita di chi ci è accanto».

Alla cerimonia, hanno preso parte Paolo De Gennaro, già assistente del governatore uscente, e la sua omologa appena nominata, Zora Del Buono, che ha esortato a promuovere «dei service (le iniziative del club, ndr) sul territorio e nel territorio». Insieme a loro, il sindaco Massimo Mazzilli, che nel suo messaggio di saluto ha sottolineato come «anche insieme al nuovo direttivo si potrà dare un ottimale contributo alla comunità».

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Commenti

  • sother (utente non verificato)

    Nonostante l’effervescenza quantitativa dei vari sodalizi che costellano la società, tutti aventi nei propri statuti finalità elevate l’Italia, e specialmente il sud, continua ad essere fanalino di coda nell’emancipazione. C’è quindi qualcosa che non va, quel “quid” che io ho trovato nel divario fra le due classi sociali (quella evoluta e “raffinata” e quella molto più numerosa, retrograda e compiaciuta del proprio infimo livello) che caratterizzano la nostra realtà e che non dialogano assolutamente tra loro. Ma c’è un altro fattore: la totale repulsione, da parte di queste associazioni, nel parlare o nell’ impegnarsi in politica. E invece occorre farlo, se si desidera davvero cambiare in meglio la società italiana. Altrimenti il tutto si riduce a pura e logorroica retorica, specialità nella quale siamo dei veri maestri. Salvatore Di Gennaro